ALBERTO VII DI MECLEMBURGO, DETTO IL BELLO

ALBERTO VII di MECLEMBURGO, detto il BELLO. - N. nel 1486, m. nel 1547. Dal 1508 governò col fra- tello Enrico V il Pacifico; dal 1520, fatta di comune accordo una divisione del ducato, A. governò da solo sopra una parte della città, del clero e della nobiltà. All'apparire dell'eresia luterana, convinto della necessità di una riforma della Chiesa, si manifestò in pido cattolico e non volle pubblicare l'editto di Worms (1521), che metteva il frate apostata al bando dell'impero; ed anzi permise la predicazione degli eretici nelle sue terre. Nel 1524 sposò Anna, figlia di Gioacchino I di Brandeburgo, guadagnata al luteranesimo; tuttavia egli restò fedele alla Chiesa romana, e si attenne alla politica antiluterana di Carlo V, protestando anche contro il fratello, che era passato totalmente ai novatori, per i benefici temporali che ne riceveva. Infine, aspirando al trono di Danimarca, dove non si voleva un papista, egli dichiarò che avrebbe seguito la politica luterana del fratello. Fallita la speranza della corona danese, e, si dice, anche prima, A. riprese a concedere protezione e favore alla Chiesa cattolica, alla quale riconduce anche la moglie. Ma i figli, dopo la sua morte, passarono al protestantesimo e tutto il ducato divenne luterano.

BIBL.: H. Schnell, Mecklenburg im Zeitalter der Reformation, Berlino 1900; L. Boiteux, s. V. in DHG, I, coll. 1533-38 (con la bibl. relativa). Luigi Berra