ALBIZZI, FRANCESCO. - Cardinale, n. a Cesena nel 1593, m. a Roma il 3 ott. 1684. Avvocato nella sua città natale, ricevette gli ordini sacri dopo esser rimasto vedovo. Dopo una breve permanenza nella diplomazia, fu nominato (1635) assessore del S. Uffizio, carica che, salvo una breve parentesi (1636) al seguito del card. Ginetti al Congresso di Colonia, tenne a lungo, segnalandosi specialmente per la sua attività in occasione delle polemiche gianseniste. Egli fu infatti l'estensore, sotto Urbano VIII, della bolla In eminenti (16 marzo 1642) che condannava l'Augustinus; combatté con i Gesuiti le 5 proposizioni estratte da quest'opera; fu segretario della commissione nominata nel 1653 da Innocenzo X e infine dettò il testo della bolla Cum occasione (31 maggio 1653) che condannò le 5 proposizioni. Tale sua attività come anche la sua mancanza di temperamento diplomatico, il suo spirito caustico, la indole dura e spesso collerica, gli procurarono inimicizie di ogni genere. Ciò nondimeno fu creato cardinale (2 dic. 1654) da Innocenzo X, ma non svolse alcuna attività politica degna di rilievo. Testimonianza del suo acuto senso giuridico sono le opere: De iurisdictione quam habent cardinales in ecclesiis suorum titulorum (Roma 1666); Risposta alla Storia della sacra inquisizione di Paolo Servita (Roma 1678); De inconstantia in fide (Roma 1698).
ALBIZZI, FRANCESCO
BIBL.: A. Ciaconius, Vitae et res gestae pontificum romano- Storia della letteratura italiana, VIII, Roma 1785, pp. 281-82; L. Cardella, Memorie, VII, Roma 1793, pp. 109-111; P. Richard, s. V. in DHG, I, coll. 1705-1706. Mario Niccoli