ALCALÁ DE HENARES

ALCALÁ DE HENARES. - Città della Spagna centrale (la Complutum dei Romani) in provincia di Madrid, già sede di diocesi (v. MADRID).

I. L'UNIVERSITÀ

La prima idea di uno Studium generale in A. è dovuta all'arcivescovo Gonzalo, che il 20 maggio del 1293 ne ottenne il privilegio di eroezione dal re di Castiglia Sancio IV «el Bravo». L'arcivescovo Don Alfonso Carrillo, ricevuta da Pio II la convalida (16 giugno 1459), affidò lo studio al guar-diano del convento francescano di S. Diego.

Ma la vera Università complutense, rivale di Salamanca e dagli Spagnoli chiamata «l'ottava meraviglia del mondo», fu opera del francescano Francesco Ximenes (Jiménez de Cisneros) eletto arcivescovo di Toledo nel 1495 e nel 1507 creato cardinale. Questi, nel-l'intento di dotare la diocesi di un clero dotto e numeroso, e di facilitare la formazione degli studenti poveri, impossibilitati a recarsi lontano, pensò di erigere una grande università, per la quale ottenne da Alessan-

dro VI, il 13 apr. 1499, la bolla di fondazione Inter cetera, che le accordava gli stessi privilegi delle Università di Salamanca, Valladolid, Bologna ed altre. Con larghezza di vedute e di mezzi, Ximenes mise mano ai lavori nel 1498, protraendoli per un decennio. Il 25 luglio 1508, data d'inaugurazione del collegio maggiore di S. Ildefonso, centro dell'università, è storicamente considerato come l'inizio dei suoi corsi accademici.

Per varietà d'istituzioni e di collegi (il Cisneros ne aveva ideati 18), A. divenne una vera città di studi. Il collegio di S. Ildefonso era riservato ai teologi, e il superiore era di diritto rettore dell'università; il collegio di S. Isidoro era destinato agli studenti di retorica; quello di S. Balbina e di S. Caterina, ai filosofi; quello di S. Girolamo, detto anche Trilingue, allo studio delle lingue bibliche (ebraica, greca, latina). Forse A. fu la prima città universitaria a possedere un collegio femminile, quello di S. Giovanni della Penitenza, diretto da monache francescane. Aveva inoltre, come Salamanca, un ospedale universitario. Nel 1508-1509, per siero a funzionare le facoltà di filosofia e di teologia, l'anno seguente quelle di arti e di diritto canonico. La facoltà di medicina fu istituita da Leone X il 3 nov. 1514. Le cattedre, che da principio erano 33, presto salirono a 46, così distribuite, con prevalente importanza di quelle teologiche: 8 di teologia, 2 di S. Scrittura, 6 di canoni, 4 di medicina, 2 di anatomia e chirurgia, 8 di arti e filosofia, 1 di teologia morale, 1 di matematica, 14 di lingue e retorica. La facoltà di diritto civile, esclusa dal fondatore, fu eretta in seguito da Alessandro VII, il 7 giugno 1656. Gli statuti, redatti dallo stesso cardinale, furono pubblicati il 22 genn. 1510, e riformati nel 1517. Esercitava le funzioni di cancelliere l'abate di S. Giusto. I novelli laureati dovevano impegnarsi a difendere, in pubblico e in privato, l'Immacolata Concezione della Vergine.

Anticipando l'opera della controriforma, il Cisneros cercò di fare della sua università un attivo centro umanistico cattolico. Vi chiamò, specie da Salamanca e da Parigi, i maggiori luminari del tempo, e per loro mezzo diede inizio a pubblicazioni di prim'ordine, come l'edizione dei più antichi libri liturgici della Chiesa spagnola (Liturgia mozarabica) e la celebre Bibbia poliglotta, detta complotense, la prima del genere (6 voll. in folio, 1514-17).

Sorda nel periodo del maggiore splendore universitario, l'Università di A., per la perfezione della sua organizzazione, per il numero degli alunni e la celebrità dei suoi maestri, diede grande impulso a quel Rinascimento spagnolo del sec. XVI, che segna uno dei periodi più floridi della scienza cattolica. Tra i suoi docenti più riuniti sono da ricordarsi Melchior Cano (1543-46), Báñez (1567-69) e Suárez (1585-93). Vi furono alunni e poi professori s. Tommaso da Villanova e il suo illustre allievo Francesco o Domenico de Soto (1520-24). L'Università complutense favorì la riforma carmelitana (cf. s. Teresa, Fondazioni, XXIX, 30). Per le cosiddette Tesi di A. al tempo delle lotte tomiste-moliniste sull'efficacia della grazia sotto Clemente VIII (1602), cf. Pastor, XI, pp. 567-71.

Dopo varie vicende, nel 1836, l'Università, con la sua magnifica biblioteca, fu trasportata nella vicina capitale Madrid, per formare la Università centrale di Spagna, l'unità che avesse, fino a questi ultimi tempi, tutte le facoltà e potesse concedere il titolo di dottore. Ospitata da principi nel seminario dei Nobili, poi nelle «Salesas Nuevas», nel 1842 si stabilì nell'edificio che ha occupato fino alla erezione della grandiosa Città universitaria, decretata dal re Alfonso XIII (17 maggio 1927) e inaugurata dal gen. F. Franco il 12 ott. 1943. Conserva lo stemma antico con la dicitura «Universitas Complutensis. Ciudad Universitaria de Madrid». Tra i suoi: edifici va segnalato il Collegio Mayor Ximénez de Cisneros. Oggi, così suoi vari Collegio, che assicurano la formazione spirituale e sociale degli studenti, è un centro universitario modello.

2. IL COLLEGIO DEI CARMELITANI

In A., oltre l'università, è da ricordare il Collegio dei Carmelitani scalzi, dedicato al patriarca s. Cirillo (Complutense Collegium Carmelitarum Discalceatorum divo Cyrillo sacrum), rimasto celebre nella storia carmelitana per il cosiddetto «capitolo della separazione», tenutosi il 3 marzo 1581 (cf. s. Teresa, Fondazioni, XXIX, 30). In conseguenza della riforma teresiana - la quale, per i pericoli degli ambienti delle università, proibiva ai nuovi religiosi di seguirne i corsi - vi fu eretto uno Studio di filosofia per gli alunni dell'Ordine. Nel 1624 il collegio diede inizio alla pubblicazione, anonima, del famoso Complutensis Artium cursus, il cui titolo esatto, indicante il metodo e indirizzo dottrinale, era: Collegium Complutense Philosophicum hoc est Artium Cursus sive disputationes in Aristotelis Dialecticam et Philosophiam Naturalem iuxta miram Angelici Doctoris divi Thomae et Scholae eius doctrinam.

Autore del primo tomo (Logica) è il p. Michele della S.ma Trinità; gli altri tre (Comm. in VIII libros Phys. e in libros de Anima) sono opera del p. Antonio della Madre di Dio (m. nel 1641), redattore anche dei primi volumi del successivo Cursus Theologicus Salmanticensis (v. SALAMANCA). Questi dotti carmelitani, a garantire l'unità dell'opera e la fedeltà del loro insegnamento, pur nei minimi particolari, alla dottrina di s. Tommaso, si consultavano collegialmente, decidendo con la votazione, quando l'accordo non era raggiunto, le questioni controverse. Cosicché i Complutenses, come i Salmanticenses, più che esprimere il pensiero personale dei vari autori, espongono la dottrina ufficiale dell'Ordine.

Il p. Biagio della Concezione, carmelitano scalzo francose (m. nel 1694), completò il Cursus con altri due volumi: uno di metafisica (Parigi 1640) e l'altro di filosofia morale (ivi 1647). Finalmente il p. Giovanni dell'Annunziano (m. nel 1701), generale dell'Ordine e il più illustre redattore del Cursus Salmanticensis, rifuse, per uso scolastico, l'opera dei professori di A. col titolo: Cursus Philosophicus Collegii nostri Complutensis ad clariorem formam redactus, 5 voll., Lione 1669-71. Questi 5 volumi uniti ai 2 del p. Biagio della Concezione, formarono il Cursus Complutensis completo, in 7 volumi. Il quale, specie nella forma primitiva, fu accolto con plauso dai dotti, soprattutto tomisti, ed ebbe molte ristampe.

Bibl.: Per l'Università, oltre alle biografie del card. Ximenes de Cisneros: V. de La Fuente, Historia Ecles. de España, V. Madrid 1874, pp. 93-100, 201-202; VI, 1875, pp. 124-127; id. Historia de las Universidades... en España, Madrid 1884-1889; H. Denife, Die Universitäten des Mittelalters, I, Berlino 1885, pp. 646-648; J. Melgarets y Martín, Estudio de la Universidad de A. desde su origen a 1805, in Revista de Archivos, Biblioteca y Museos, 8 (1903), pp. 58, 228, 300; D. de Caylus, Ximénés créateur du mouvement théologique espagnol, in Etudes Franciscaines, 21 (1908, 1), pp. 449-59, 640-650; 22 (1908, 11), pp. 41-55; A. de la Torre, La Universidad de A., Madrid 1910 (cf. Rev. de Archivos, 1909); P. Galindo y Romero, La Universidad de A., in Revista de Archivos, 1918 (luglio-12); C. A. Kneller, A. und Sudrez, in Zeitschrift für katholische Theologie, 42 (1918), pp. 199-201; V. Beltrán de Heredia, Cisneros, fundador de la Universidad de A., in La Ciencia Tomista, 16 (1917, 11), pp. 346-360; 17 (1918, 1), pp. 42-56; id., La enseñanza de santo Tomás en la Universidad de A., ibid., 13 (1916, 1), pp. 245-270, 302-418; 14 (1916, 11), pp. 267-277; 15 (1917, 1), pp. 210-241; 16 (1917, 11), pp. 51-64; id., Catedráticos de Sagrada Escritura en la Universidad de A. durante el siglo XVII, ibid., 18 (1918, 11), pp. 140-155; 19 (1919, 1), pp. 49-55. 144-155; id., El Maestro Domingo (Francisco) de Soto en la Universidad de A., ibid., 43 (1931, 1), pp. 357-373; 44 (1931, 11), pp. 28-51; id., La preciara Facultad des Artes de la Universidad de A., ibid., 64 (1943, 1), pp. 175-192; id., La Teología en la Universidad de A., in Revista Española de Teología, 5 (1945), pp. 145-178, 405-327, 497-527; S. d'Isray, Histoire des Universités, I, Parigi 1931, pp. 331-411; J. Urriza, La preciara Facultad des Artes y Filosofía de la Universidad de A. de Henares en el siglo de oro 1509-1621, Madrid 1942; La Ciudad Universitaria de Madrid, Madrid 1943 (fasc. illustr., edito per l'inaugurazione). - Per il Collegio dei Carmelitani: N. Antonio, Bibliotheca Hispana nova, I, Madrid 1783, pp. 144 e 255; Hurter, III, coll. 918-19; B. Zimmermann, Etudes chez les Carmes Dechaussés, in DThC, II, col. 1785; Marcelo del Bambin Gesù.

Notitiae bibliographicae super Collegii Complutensis Fratrum Carmelitarum Disc. Artium Cursu, in Analecta Ordinis Carmelitarum Discalceatorum, 8 (1933), pp. 267-89; Silverio di S. Teresa, Historia del Carmen Descalzo, IX, Burgos 1940, pp. 1-45 (Los estudios en la Reforma Teresiana; El Curso Completo).