ALCÁZAR, LUIS de (Ludovicus ab [o de] Alcasar). - Esegeta gesuita, n. a Siviglia il 6 apr. 1554, ivi m. il 14 luglio 1613. Insegno filosofico e, per venti anni, Sacra Scrittura a Cordova e a Siviglia.
Si dedicò principalmente allo studio dell'Apocalisse, su cui lasciò (postumi): 1) Vestigatio arcani sensus in Apocalypsi, con l'appendice De sacris ponderibus et mensuris, a cura di Juan de Pineda (Anversa 1614 e 1619; Lione 1618). 2) In eas Veteris Test. partes quas respicit Apocalypsi il. 5, con l'opuscolo De malis medicis (ossia I frutti della Me
dio), a cura di Jorge Hemelman, con una notizia sull'autore (Lione 1631). Benché prolisse, queste opere sono erui dite e acute; A. per primo vi sviluppa la tesi che le visioni giovanne, riguardanti il trionfo della Chiesa sulla Sinagoga e sul politeismo, non si estendono oltre la distruzione dell'Impero Romano: tesi intravista dal Salmerón e divulgata dal Bossuet. Nella Biblioteca dell'Università di Salamanca si conservano manoscritte altre opere di A. Esposito libri Iob, con la data 1588, e dei commentari, come In Ioannem e In Proverbia Salomonis.