Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948

ALCHERO DI CHIARAVALLE

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ALCHERO di CHIARAVALLE (Alcherus; meno esatto ALCHERIO o ALCHIERO). - Monaco cistercense di Clairvaux, ove fu discepolo di s. Bernardo. Poco si conosce della sua vita: sembra sia morto verso il 1180. Per soddisfare a un suo dubbio circa l'intima e misteriosa unione dell'anima con il corpo, Isacco di Stella (v.) gli diresse l'epistola o trattato De anima (PL 194, 1875-90). Pietro di Celle (v.) gli mandò il libro De conscientia (PL 202, 1083-98) in risposta al suo quesito « quid sit bona conscientia » (PL 202, 1089). Solo da questi scritti si possono ricavare elementi che definiscono la fisionomia spirituale di A.: studioso e amante della « fisica », cioè della medicina e delle scienze naturali (cf. PL 194, 1882) e pio e solerte compilatore (cf. PL 202, 1089). Per tali sue caratteristiche gli vengono attribuiti alcuni opuscoli, già passati sotto i nomi di s. Agostino, Ugo di S. Vittore ed altri.

I. Principalissimo tra tutti, il De Spiritu et Anima (PL 40, 779-832: in appendice alle opere di s. Agostino), trattato di psicologia, che compendia tutta la tradizione precedente, sulla scorta di Agostino, Gennadio, Cassiodoro, Beda, Alcuino, Boezio, Ugo di S. Vittore, Isacco di Stella ed altri. Composto verso il 1160 e diffusosi anonimo, passò ben presto sotto il nome di s. Agostino, divenendo così un secolo dopo — specialmente a proposito della semplicità dell'anima — un vero cavallo di battaglia nelle lotte teologiche tra i rappresentanti della corrente platonico-agostiniana e quelli della corrente aristotelica. I primi l'attribuivano a s. Agostino e ne difendevano l'autenticità, allegandolo come un'« auctoritas »; gli altri l'attribuivano invece ad un monaco cistercense, che per alcuni era un tale Guglielmo, « qui multa falsa dixit »: così Alberto Magno (In I Sent., d. 8, a. 25, ad 1), che nella sua Sum. Theol. cita l'opuscolo una trentina di volte. Anche Tommaso d'Aquino lo cita spesso, nelle sue molteplici opere, per ragioni polemiche; ma, mentre nel commento alle Sentenze lo pone sotto il nome di Agostino, nella Sum. Theol. usa la formola anonima: « Sicut dicitur in libro de Spiritu et Anima »; notevole è quanto afferma in IV Sent.: « Ad primum dicendum, quod liber ille negatur a quibusdam esse Augustini: dicitur enim fuisse cuiusdam cistercensis qui eum ex dictis Augustini compilavit et quaedam de suo addidit » (d. 44, q. 3, a. 3, sol. II, ad 1). Perciò, se in qualche edizione delle opere di s. Tommaso, come in quella del Fretté (presso L. Vivès di Parigi), il nome di A. è entrato nel testo, ciò non è conforme ai codici, che invece di Alcherus hanno Augustinus (cf. In IV Sent., d. 44, q. 1, a. 2, quaestiuncula 3, Sed contra, nella citata ed. di Fretté, XI, Parigi 1874, p. 300).

Quanto all'uso di questo scritto nelle questioni controverse, l'Angelico conclude: « Nec multum curandum de his quae in eo dicuntur » (De Anima, a. 12, ad 1), poiché « liber ille auctoritatem non habet: unde quod ibi scriptum est, eadem facilitate contemnitur, qua dicitur » (Sum. Theol., I, q. 77, a. 8, ad 1).

Comunque, detto opuscolo fu caro a s. Bonaventura, che sotto il nome di s. Agostino lo cita una cinquantina di volte (cf. Opera omnia, X, Quaracchi 1902, p. 269, col. 3). Da questo stesso opuscolo (capp. 17, 49 e 50) sono stati estratti, verso la fine del sec. XII, i primi due paragrafi della Meditazione VII nella serie delle Meditationes attribuite a s. Anselmo (PL 158, 709-820).

A. Wilmart, esaminando i molti manoscritti del De Spiritu et Anima (nelle sole biblioteche inglesi ne ha contati una sessantina), è del parere che l'opera sia stata concepita originariamente in tre libri: ciò spiegherebbe le principali differenze dei manoscritti. Il primo ad attribuire l'opuscolo ad A., è stato, nell'età moderna, il benedettino P. Coustant (Admonitio in libr. de Spir. et Anima: PL 40, 779).

II. De diligendo Deo, pubblicato anch'esso dal Coustant in appendice alle opere di s. Agostino (PL 40, 847-64): libro, a giudizio di Erasmo, «pio e non privo di erudizione». I pensieri di cui si compone sono tratti in gran parte da Ugo di S. Vittore, s. Bernardo e s. Anselmo. Vincenzo di Beauvais (Speculum nat., XXIII, 1) lo cita col nome di Pietro Comestor (v.); ma i Benedettini preferiscono considerarlo di A.

III. Gli stessi Benedettini (il Coustant e i Maurini, autori della Histoire Litt. de la France) attribuiscono ad A. anche altri opuscoli:

1. Il Manuale, che compare in appendice alle opere di Agostino (PL 40, 951-68), redatto con estratti di Agostino, Cipriano, Gregorio M., Ugo di S. Vittore, ecc.: opuscolo celebre nel medioevo, che il Wilmart — rilevando come da esso provenga la XIV delle Meditazioni attribuite a s. Anselmo — ritiene composto da un pio compilatore al principio del sec. XIII.

2. Il Soliloquiorum animae ad Deum liber unus, anch'esso in appendice alle opere di s. Agostino (PL 40, 863-98): dipendente dagli scritti agostiniani e da Ugo di S. Vittore; da non confondersi con i Soliloqui autentici di Agostino.

3. Il Liber Meditationum, parimenti in appendice a s. Agostino (PL 40, 901-42).

Queste tre opere hanno tuttora larga diffusione, sia in latino sia nelle lingue moderne, sotto il nome di s. Agostino.

4. Il libro I e il libro III del De Anima, edito in appendice alle opere di Ugo di S. Vittore (PL 177, 165): libri che corrispondono, il I alle Meditationes piissimae de cognitione humanae conditionis (PL 184, 485-508), e il III al trattato De interiori domo, seu de conscientia aedificanda (PL 184, 507-52): scritti, questi, pubblicati in appendice alle opere di s. Bernardo.

Tuttavia è da tener presente che a garantire tutte queste attribuzioni in favore di A., manca ancora — allo stato attuale delle nostre conoscenze circa la tradizione manoscritta di tali opuscoli — ogni argomento positivo.

Infine non sappiamo se A. soddisface al desiderio di Isacco di Stella, che nella sua epistola De anima lo pregava di scrivergli intorno alla «struttura del corpo umano»; si pensa che almeno l'opuscolo De Spiritu et Anima ne sia stata una conseguenza.

Bibliografia7 opere
BIBL.: PP. Maurini, Histoire Littéraire de la France, XII, Parigi 1763, pp. 678-86 (art. riprodotto in PL 194, 1683-88); G. Théry, L'authenticité du «De Spiritu et Anima» dans st Thomas et Albert le Grand, in Revue des Sciences Phil. et Théol., 10 (1921), pp. 373-77; M. D. Chenu, «Authentica» et «Magistralia»: deux lieux théologiques aux XIIe-XIIIe siècles, in Divus Thomas, Piacenza, 28 (1925), pp. 171-73; F. Ueberweg, Grundriss der Geschichte der Philosophie, II, 11ª ed. (B. Geyer), Berlino 1928, pp. 260-61 e 708; A. Wilmart, Les Méditations réunies sous le nom de st Anselmo, in Antenes Spirituels et Textes dévots du Moyen Age latin, Parigi 1932, pp. 173-201 (cf. Revue d'Asétique et de Mystique, 8 (1927) pp. 249-82); M. De Wulf, Histoire de la Philosophie Médiévale, I, 6ª ed., Lovanio-Parigi 1934, pp. 225-227; E. Gilson, La Philosophie au Moyen Age, 2ª ed., Parigi 1944, pp. 302-303, 308, 473.

Igino Cecchetti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 722–723.

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Cecchetti, Igino. “Alchero di Chiaravalle (Alcherus; Meno Esatto Alcherio O Alchiero).” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 722–723. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/alchero-di-chiaravalle-alcherus-meno-esatto-alcherio-o-alchiero.

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Cecchetti, Igino. “Alchero di Chiaravalle (Alcherus; Meno Esatto Alcherio O Alchiero).” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 722–723. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/alchero-di-chiaravalle-alcherus-meno-esatto-alcherio-o-alchiero.

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