ALENI, GIULIO. - Gesuita missionario e sinologo, n. a Brescia nel 1582, entrato nel noviziato di Novellara nel 1610. Partito per le missioni giunse a Macao alla fine del 1600, osservando eclissi a Goa e Macao (sua lettera in proposito a G. A. Magini in Favaro, Carteggio inedito di Ticone Brahe... con Magini, Bologna 1886, p. 349; altre osservazioni dell'eclissi di luna, Goa 1612, nei Mémoires de l'Académie des Sciences, VII, Parigi 1729, pp. 705-706). Nel 1613 riuscì a penetrare nell'Impero e vi lavorò per oltre 35 anni, nella provincia dello Shansi e, dal 1625 in poi, in quella del Fokien, con una interruzione nel 1638 quando fu esiliato a Canton durante la persecuzione sollevata per le decisioni sui riti cinesi. Morì il 3 ag. 1649 a Fuchow (Fuceu).
A. fu, dopo il Ricci, il più eminente dei missionari italiani eruditi in Cina e si meritò dai letterati cinesi il soprannome di «Confucio dell'Occidente».
Con l'aiuto di letterati cristiani, compose molte opere in cinese (lista particolareggiata nello Streit). Quelle di carattere religioso ebbero molte ristampe, fin ai nostri giorni; la Vita di Gesù secondo i quattro Vangeli, con incisioni in legno di stile cinese, è interessante per la storia
dell'arte cristiana indigena. Fra le opere scientifiche è notevole la Descrizione cosmografica di tutti i regni della terra. L'A. scrisse pure in cinese le biografie dei primi grandi cristiani della Cina e quella del p. Matteo Ricci; questa ultima venne pubblicata in traduzione francese in Revue d'histoire des missions, 1 (Parigi 1924), pp. 52-70.