ALESSANDRO, vescovo di GERUSALEMME, santo, martire. - Formatosi alla scuola di Alessandria, fu discepolo di Panteno e di Clemente e amico fedele di Origene. Nei primi anni del sec. III era vescovo d'una città di Cappadocia, di cui non si conosce il nome; durante la persecuzione di Settimio Severo fu messo in carcere e vi rimase fino al 211. L'anno seguente divenne coadiutore e poco dopo successore (primo caso del genere) del vecchio vescovo di Gerusalemme Narcisso. Morì nella prigione di Cesarea, vittima della persecuzione di Decio, nel 250. A. è par-
ticolamente noto per la fondazione della biblioteca ecclesiastica a Gerusalemme (consultata da Eusebio per la sua Storia ecclesiastica); ed ha il merito d'aver protetto il grande Origene dopo la condanna infittagli da Demetrio, vescovo di Alessandria. Eusebio ci ha conservato estratti di quattro sue lettere. Il Martirologio romano lo ricorda, come sembra, due volte: al 30 genn. e al 18 marzo.