ALFERIO, SANTO

ALFERIO, santo. — Fondatore e primo abate del monastero cluniacense di Cava dei Tirreni, n. nel 931, secondo la vita scritta nella prima metà del sec. XI, da nobile famiglia salernitana e m. il 12 apr. 1050. Ammalatosi gravemente nel monastero di S. Michele della Chiusa (Alpi Cozie), mentre si recava in Francia per conto di Guaimaro IV, si decise per lo stato religioso, entrando nell’abbazia di Cluny, governata allora da S. Odilone. Dopo alcuni anni, richiesto da Guaimaro di Salerno, tornava in patria col compito della direzione di monasteri, che non riusciva a riformare. Ritiratosi verso il 1011 in una grotta del Monte Finestra per menarvi vita eremitica, accoglieva in seguito alcuni discepoli — non più di dodici — per i quali edificava un piccolo monastero dedicato alla S.ma Trinità, che nel 1025 otteneva il riconoscimento sovrano dei principi di Salerno. Morì lasciando al suo successore Leone di Lucca la facoltà di accogliere nel monastero quanti volessero abbracciare la vita religiosa (v. Cava dei Tirreni).

BIBL.: Vitae quattuor priorum abbatum Cavensium, in L. A. Muratori, Rerum Italic. Script., VI, parte 5ª, nuova ed. a cura di L. Mattei Cerasoli, Bologna 1941; Codex diplomaticus Cavensis, 8 voll., edd. M. Morcaldi, M. Schiani, S. De Stefano, Milano 1874-93; P. Guillaume, Essai historique sur l’abbaye de Cava, Napoli 1877; L. Mattei Cerasoli, La Badia della S.ma Trinità di Cava, in P. Lugano, L’Italia Benedettina, Roma 1929, pp. 155-60; P. Kehr, Italia Pontificia, VIII, Berlino 1935, p. 99.