ALFONSO I D'ESTE, duca di FERRARA. - N. a Ferrara il 21 luglio 1476 da Ercole I e da Eleonora d'Aragona, figlia di Ferdinando re di Napoli; m. il 31 ott. 1534.
Ispirò il suo governo ad un vigile e mutevole equilibrio che si manifestò in alterne amicizie ed alleanze con il Papa, la Francia e l'Impero. Da finalità politiche furono determinati i suoi matrimoni con Anna Sforza figlia di Galeazzo Maria duca di Milano (1437) e con Lucrezia Borgia (1501). Quest'ultimo gli consentì di mantenere il ducato di Ferrara feudo della Chiesa. Da Lucrezia ebbe: Ercole II, il card. Ippolito II, Eleo-
nora monaca del « Corpus Domini » e Francesco marchese di Massa Lombarda. Inoltre, da Laura Eustochia Dianti, i figli naturali Alfonso, padre di Cesare primo duca di Modena, e Alfonsino.
Aderì alla lega di Cambrai e tolse ai Veneziani, che aspiravano ai suoi domini sul Po, Rovigo, Montagnana ed Este, e ne disperse a Policella la flotta comandata dal Gradenigo (1509). Fu gonfaloniere di Santa Romana Chiesa, ma venuto poi a dissidio con Giulio II che nella pace con Venezia non ne sostenne la fortuna, si recò invano presso di lui a Roma dove inviò ambasciatore Ludovico Ariosto. Nella contesa perdette Modena e Reggio, riconfermategli poi da Adriano VI e riconcessegli, dopo che ebbe riconquistata Modena durante il sacco di Roma (6 giugno 1527), in forza di un lodo di Carlo V (Colonia 21 dic. 1530).
Una congiura dei suoi fratelli Ferrante e Giulio rattristò la sua vita privata in parte dedita ai viaggi (Inghilterra e Fiandra), ai commerci, alle arti, alla strategia (fu intagliatore in legno, plasmatore di maioliche, fonditore di cannoni) e notevole per quel mecenatismo, caratteristico della sua dinastia, da lui posto a servizio della politica. Ludovico Ariosto, suo governatore in Garfagnana, gli suggerì la personale impresa o programma: una granata col motto: Tempore et loco.