ALLEANDRO, Girolamo. - Cardinale, n. a Motta, nel Friuli, il 13 febbr. 1480, m. a Roma il 1° febbr. 1542. Studiò prima in patria, a Pordenone, a Venezia, e poi a Padova dove si laureò in filosofia e teologia. Imparò il latino, il greco, l'ebraico, il caldeo ed altre lingue orientali. Nel 1500 a Venezia, fece parte dell'Accademia di Aldo Manuzio e strinse amicizia con Erasmo da Rotterdam da cui ben presto si divise. Nel 1508, dopo la lega di Cambrai, si recò in Francia e visse quasi sempre a Parigi. Ebbe una cattedra all'università ed insegnò latino, ebraico, caldeo e particolarmente greco. Gli fu concesso, da Luigi XII, il privilegio di naturalità, per cui veniva considerato e trattato come un nativo francese e il 18 marzo 1513 fu eletto rettore dell'Università di Parigi. L'anno dopo divenne consigliere e segretario di Erardo de la Mark, vescovo e principe di Liegi, che nel 1516 lo inviò a Roma perché cercasse di ottenergli la dignità cardinalizia. Il 27 luglio 1519 fu nominato, da Leone X, bibliotecario della Vaticana e l'anno dopo venne inviato come nunzio apostolico presso l'imperatore Carlo V con lo speciale incarico di combattere l'eresia luterana.
Raggiunse l'Imperatore nelle Fiandre, e subito ottenne l'esecuzione della bolla che condannava le 41 proposizioni di Lutero e la distruzione dei suoi libri. Seguì Carlo V ad Aquisgrana dove assistette alla sua incoronazione e quindi a Colonia nella cui Accademia, con l'autorità dell'Imperatore e in presenza dei primi principi di Germania, discusse ancora intorno a Lutero. Partecipò infine alla Dieta di Worms dove, l'8 maggio 1521, fu promulgato il celebre editto con cui si giudicava e condannava Lutero come eretico. Morti successivamente Leone X e Adriano VI, l'A. fu creato, da Clemente VII, arcivescovo di Brindisi e d'Oria e proprio nello stesso giorno fu nominato anche nunzio apostolico presso Francesco I con la particolare missione di ottenere la pace tra l'Imperatore e il re di Francia. Durante la battaglia di Pavia, il 24 febbr. 1525, venne fatto prigioniero e soltanto il 3 ag. dello stesso anno poté tornare a Roma dove l'anno seguente ebbe la casa distrutta dai Colonnesi. Dal 1527 al 1529 si occupò della sua diocesi, nel 1531 fu inviato di nuovo in Germania presso l'imperatore Carlo V. Partecipò alla Dieta di Ratisbona e fu uno dei principi più favoriti della guerra contro i Turchi. Dal 1533 al 1535 fu inviato nunzio a Venezia. Fu di grande aiuto a Paolo III per i negoziati del Concilio. Il 13 marzo 1538 fu creato cardinale col titolo di S. Crisogono e il 20 dello stesso mese legato al concilio che avrebbe dovuto riunirsi a Vicenza. Fu inviato nuovamente in Germania, ma poiché non vi fu possibilità d'accordo con i luterani e non si era ancora stabilita la pace tra Francesco I e Carlo V, il Concilio venne rimandato a tempo indeterminato e A. tornò a Roma, dove morì.
A. pubblicò numerose opere scolastiche greche e latine. Si conservano inoltre ancora inediti trattati di teologia, filosofia, filologia, scritti riguardanti la riforma della Chiesa e la corrispondenza relativa alle sue diverse missioni.