ÁLVARO, Paolo (Paulus Albarus, Alcarus), di Córdova. - Scrittore medievale spagnolo, ebreo di origine, n. presso Córdova alla fine del sec. VIII e m. probabilmente nell'861. Fu condiscepolo di s. EULOGIA (v.) alla scuola dell'abate Sperandio (Speranius). Benché laico, promosse sempre gli interessi della Chiesa e, insieme al suo amico Eulogio, difese la fede nella persecuzione del califfo Abderrahman, interessandosi anche di questioni teologiche.
Poeta e apologista, ci ha lasciato scritti importanti, notevoli per eloquenza e forza di sentimento:
1. Vita et passio s. Eulogii, tributo d'affetto alla memoria dell'amico, vittima (859) della persecuzione dei Mori.
2. Indiculus luminosus, dell'854, apologia del martirio, anche "spontaneo", e vivace requisitoria contro le dottrine di Maometto, rappresentato come un precursore dell'Anticristo.
3. Confessio Alvari, colloquio con Dio di cui esalta gli attributi, descrivendo la propria indegnità; la compone negli ultimi suoi anni. Ricca di pietà e di erudizione biblica.
4. Epistolario: 20 lettere, comprese quelle a lui dirette. Le ultime (14-20) riguardano l'apostata Eleazaro, da cristiano fattosi giudeo: in esse tratta delle profezie messianiche adempiutesi nel cristianesimo, e della perfidia giudaica. - La corrispondenza tra A. ed Eulogio è inserita, nel Migne, tra le opere di Eulogio (PL 115, 731 sgg., 819 sgg. e 841 sgg.; cf. coll. 959-66).
5. Poemata: 12 carmi, sacri e profani: molto celebre quello sull'usignolo; notevoli gli esametri in onore di s. Girolamo e l'inno ad Eulogio, e soprattutto i versi sulla biblioteca di Leovigildo, interessanti per il Canone biblico e un magnifico elogio della Scrittura.
6. Dubbia è l'attribuzione ad A. del Liber scintillarum, sive Loci communes, collezione di sentenze sulle virtù e via tratte dalla S. Scrittura e dai Padri, già pubblicata tra le opere di Beda (VII, ed. Basilea 1563, pp. 515-627).