AMADEO (OMODEO), GIOVANNI ANTONIO. - Architetto e scultore lombardo (1447-1522), apportò alla tradizione lombarda decisivi caratteri rinascimentali. Opera giovanile fu la decorazione scultorea (capitelli) del chiostrino di Pavia e, secondo A. Venturi, La danza degli Angeli in S. Eustorgio. Nella cappella Colleoni (1475), felice connubio di architettura e di scultura, l'A. dà la riprova della sua sensibilità che si risolve in un decorativismo pletorico, che è senza dubbio una traccia del non spento gusto gotico, ma che tuttavia svela la sincera adesione a caratteri originali e pienamente quattrocenteschi. E, in questo senso non meno che nella tradizione lombarda, la statua di Medea Colleoni rappresenta un risultato definitivo. Altri esempi dell'instancabile attività dell'A. sono l'edicola del capitano Tarchetta nel duomo di Milano (1480), i monumenti a s. Francesco e a s. Airaldo nel duomo di Cremona (1481). Dal 1481 al 1515 l'A., ar-
chitetto del duomo milanese, lavorò alla costruzione del tiburio, ne completò l'interno ed eresse il «guliotto» che porta il suo nome. Attese anche alla costruzione e all'ornamento della facciata e dei due chiostri della Certosa di Pavia, coadiuvato, in questo come in altri lavori, da un numeroso stuolo di seguaci. - Vedi Tavv. LXXIII-LXXIV.