AMADEO, JOÃO DA SILVA Y MENEZES. - Francesco portoghese, n. da famiglia nobile tra il 1420 ed il 1435, m. a Milano nel 1484. È detto Amadeus Iustianus (non hispanus), ma nel Portogallo e nella Spagna non lasciò traccia di sé. Verso la metà del sec. XV approdò in Italia in abito di pellegrino, e, fatti francescano, fondò una Congregazione di Francescani riformati, che, movendo dal convento di Oreno presso Vimercate, si diffuse particolarmente in Lombardia, con un convento a Milano (S. Maria della Pace); uno l'ebbe anche a Roma (S. Pietro in Montorio). Visse pure in quest'ultima città e Sisto IV lo scelse a suo confessore. I suoi frati si chiamavano Amedeiti e furono uniti da s. Pio V ai Minori nel 1568. Gli si attribuiscono due opere che non gli spettano, cioè una Nova Apocalypsis, ed un libro di Omelie, le quali ultime sono invece di un monaco cistercense, poi vescovo di Losanna. Qualche documento fu ultimamente pubblicato su lui e la sua attività religiosa.
AMADEO, JOÃO DA SILVA Y MENEZES
BIBL.: L. Wadding, Scriptores Ord. Min., editio novissima, I, Roma 1906, p. 15; id., Annales Minorum, XIV, Quaracchi 1933, pp. 360-74; P. Sevesi, A. M. de Silva e Documenti inediti, in Miscell. Francesc., 32 (1932), pp. 227-32.