Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Filosofia Filosofi

AMALRICO (AMALRICUS, ALMARICUS, AMAURICUS), DI BENA

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Noto anche come: tedesco: Amalrich von Bena; inglese: Amalric of Bena; francese: Amaury de Bène; latino: Almaricus de Bena, Amalricus de Bena, Amauricus de Bena

AMALRICO (Amalricus, Almaricus, Amauricus), di BENA. - Celebre teologo e filosofo francese del sec. XII, nativo di Bène (Bènes, Bennes) presso Chartres. Compi gli studi superiori a Parigi e si laureò alla Sorbona, ove, in seguito, affermò la sua personalità come professore. Per l'acutenza dell'intelligenza, per l'originalità del metodo, proclive alla critica e refrattario alle opinioni tradizionali, A. si impose all'ammirazione di tutti. Ma gli fu avversa la Università parigina, che l'accusò di eresia. Nel suo viaggio a Roma non gli riuscì di ottenere la protezione di Innocenzo III, dal quale anzi fu condannato. Ritornato a Parigi, si ritrattò solo apparentemente e morì poco dopo (nel 1205 o 1207), lasciando dietro a sé una schiera di seguaci chiamati amalriciani (= amau-rani +), i quali diffusero le sue teorie, sviluppandole ampiamente.

L'assoluta mancanza di scritti attorno al suo pensiero non consente di stabilire fino a qual punto si possano ascrivere al maestro gli errori dei discepoli. Basandosi su quanto riferiscono il trattato anonimo Contra amauriana (ca. 1207-20), Guglielmo di Bretagna (m. nel 1227), Cesario d'Heisterbach (m. nel 1240), Enrico di Susa (m. nel 1271), Martino di Polonia (m. nel 1279), s. Tommaso d'Aquino e altri autori a lui contemporanei, i moderni generalmente si accordano nell'attribuire ad A. un panteismo assoluto, che si fonda sull'università dell'ente e che ricorda da vicino Scoto Eriugena, lo pseudo Dionisio e le sue fonti neoplatoniche, segnatamente Proclo e Plotino. « Come la natura di Abramo non è diversa ma identica a quella d'Isacco, così tutti gli esseri sono un solo essere e tutti gli esseri sono Dio » (Martino di Polonia). Da questa falsa concezione panteistica dell'universo gli amalriciani deducevano le conseguenze più estreme d'ordine dogmatico e morale. Vi aggiunsero le teorie di Gioacchino da Fiore (m. nel 1202) intorno alle tre età del mondo, dichiarando già incominciata la nuova èra dello Spirito Santo, che abolisce i sacramenti e si incarna in ogni seguace d'A., il quale diviene per ciò stesso Uomo-Dio al pari di Gesù Cristo. Come lo Spirito Santo, che opera tutto in tutti, è assolutamente impeccabile, così l'uomo « spirituale » è immune da qualunque colpa e può lecitamente permettersi ogni azione peccaminosa. La legge della nuova èra è legge dell'amore e qualunque atto, fosse pure il più abominevole, compiuto sotto l'impulso dell'amore non è peccato né passibile di pena nella vita futura. L'inferno è l'ignoranza, il paradiso è la conoscenza della verità, posseduta solo degli amalriciani, per i quali non esistono né Sacramenti, né resurrezione futura.

Questi errori furono condannati per la prima volta nel 1210 assieme agli scritti di Scoto Eriugena ed ai libri di Aristotele sulla filosofia naturale, dal Sinodo di Parigi, che fece esumare ed allontanare dal cimitero il corpo d'A. Il quarto Concilio Lateranense (1215) proscrisse di nuovo la dottrina amalriciana dichiarandola « più insensata che eretica ».

Bibliografia8 opere
BIBL.: Fonti: Cesario d'Heisterbach, Dialogus Miraculorum, ed. Strange, I, Colonia 1851, pp. 304-307; Martino di Polonia, Chronicon Pontificum et Imperatorum, in MGH, Script., XXII, Hannover 1872, p. 438; H. Doullé e E. Chatelain, Chartularium Universitatis Partizienis, Parigi 1881, p. 71 sgg.; Cl. Baeumker, Contra Amaurianus. Ein anonymes, wahrscheinliches dem Gurnerias von Rochefort zugehöriger Trohats gegen die Amalricianer aus dem Anfang des XIII. Jahrhunderts, in Beiträge zur Geschichte der Philosophie des Mittelalters, XXIV, 5-6, Monaco 1926. - Studi: Ciro da Pesaro, Il Cloreno, Macerata 1921, p. 36 sgg.; F. Ueberweg, B. Geyer, Grundriss der Geschichte der Philosophie, II, 2e ed., Berlino 1928, p. 250; G. C. Capelle, Amoury de Bène, Parigi 1932; M. De Wulf, Histoire de la philosophie médiévale, I, 6e ed., Lovanio-Parigi 1934, pp. 240-42; C. Ottaviano, Jonchini abbatis liber contra Lombardum (scuola di Gioacchino da Fiore), Roma 1934, pp. 7-63.

Emanuele Chietini

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 967–968.

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vol. 1, coll. 967–968

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Chiettini, Emanuele. “Amalrico (Amalricus, almaricus, amauricus), di bena.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 967–968. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/amalrico-amalricus-almaricus-amauricus-di-bena.

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Chiettini, Emanuele. “Amalrico (Amalricus, almaricus, amauricus), di bena.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 967–968. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/amalrico-amalricus-almaricus-amauricus-di-bena.

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