AMALFI

AMALFI - Lato ovest del chiostro del Paradiso; frammenti di amboni cosmateschi e sarcofagi pagani. Architettura arabo-sicula (sec. XIII).

luppatasi nel successivo periodo svevo, assicura ad A. una sua singolare fisonomia per l'ardito impiego degli archi intrecciati; genere che ha i suoi capolavori in due monumenti duecenteschi: il chiostro del Cappuccini e il chiostro del Paradiso. Il Duomo, nel quale l'originario nucleo ha subito, nel medioevo e anche di recente, rifacimenti, ingrandimenti e modifiche, serba ancora, con la superba scalea e il campanile, eretto dal 1180 al 1276, la sua bellezza. Dell'età gloriosa della repubblica non restano che una parte del cantiere navale, le celebri porte di bronzo (e gli stipiti coevi) dell'antica cattedrale, che un mercante, Pantaleone di Mauro, inviò in dono alla patria da Costantinopol

i. Ricchi di monumenti storici ed artistici, ma soprattutto di quelle singolari bellezze naturali, che hanno reso in tutto il mondo celebrata la costiera amalfitana, sono gli altri luoghi della diocesi: Capri, Ravello, Atrani, Positano, Pegerola, Maiori, Minori, Scala

Vedi TAVV. LXXV-LXXVI.

BIBL.: La fonte più antica per la storia della città e del ducato è il Chronicon Amalphitanum (530-1082), condotto su un anteriore Catagogus Amalphitanus (solo parzialmente edito da A. A. Pelliccia, in Raccolto di Croniche e diari del regno di Napoli, V, Napoli 1782, pp. 140-61, e in altre raccolte); per la storia religiosa, il Chronicon archiepiscoporum (come l'altro, solo parzialmente edito in Pelliccia, op. cit., pp. 163-81). Testi fondamentali per il sorgere del diritto commerciale e marittimo, la Tabula e le Consuetudini d'Amalfi furono edite più volte, dopo la stampa curatane da L. Volpicella, Napoli 1844, e contemporaneamente da T. Gar, in Arch. Stor. ital., Appendice I, Firenze 1843-44, n. 8, pp. 253-89.

Per la storia del ducato: F. G. Pansa, Istoria dell'antica Repubblica d'A., 2 voll., Napoli 1724; M. Camera, Istoria della città e costiera d'A., Napoli 1836; id., Memorie storico-diplomatiche dell'antica città e ducato d'A., 2 voll., Salerno 1876-81; F. Schupfer, Trani ed A., in Riv. Ital. Sc. Giur., 17 (1893); A. Hofmeister, Zur Gesch. Amalfis in d. byzantin. Zeit, in Byzantin.-neugriech. Jahrbuch, 1 (1920); M. Berza, A. preducale, in Riv. Dacromana, 1 (1938).

Per la storia ecclesiastica: Ughelli, VII, pp. 183-256; Capelletti, XX, pp. 601-12; A. Gröner, Die Diözesen Italiens, Friburgo in Br. 1904, trad. ital., Melfi 1908, pp. 47-48 e passim; Lanzoni, pp. 248-50.

Per la storia artistica: K. Schulz, Denkmäler d. Kunst d. Mittelalters in Unteritalien, II, Dresda 1860; D. Salazaro, Studi sui monumenti dell'Italia meridionale dal sec. IV al XIII, Napoli 1870; S. Volpicella, Delle antichità d'A. e dintorni, in Studi di lett. st. ed arte, Napoli 1876; L. M. Mansi, Illustrazione dei principali monumenti d'arte e storia del versante amalfitano, Roma 1898; E. Bertaux, L'art dans l'Italie méridionale, Parigi 1903; P. Pirri, Il duomo di A. e il chiostro del Paradiso, Roma 1941. Pier Fausto Palumbo

Cite this article

“AMALFI.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 589. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/amalfi.