AMASEA

AMASEA. - Prima città della provincia d'Elefano in Asia Minore, sul fiume Iris; capitale della provincia nel periodo imperiale, rimase molto danneggiata da un terremoto nell'anno 529 d. C. (Procopio, Historia arcana, XVIII, 42). In una vita di S. Basileo (Acta SS. Aprilis, III, ed. Venezia 1738, p. LVI) si narra che in A. si mostrava il luogo detto cattedra degli Apostoli, in cui avrebbe predicato S. Pietro, il quale avrebbe nominato Nicezio, vescovo di A. Un'altra tradizione invece attribuisce la prima evan-gelizzazione di A. all'apostolo s. Andrea.

Nativo di A. è s. Basilisco vescovo di Comana, festeggiato in Oriente il 22 maggio (Synax. Constantinop., colonna 69). Pure di A. è s. Filante, martirizzato con tre suoi compagni venerati il 18 ag. (ibid., col. 699). Nella vita di s. Basileo, vescovo di A., martirizzato ca. l'anno 322, si ricorda la prima chiesa cristiana che sarebbe stata costruita dallo stesso vescovo nell'interno della città e dove sarebbe stata il suo sepolcro. Eusebio invece narra che parecchie chiese di A. furono chiuse o distrutte nella persecuzione di Licinio (Vita Constantinii, 12; Hist. eccl., X, 8, 14). Tra i martiri militari di A., un S. Publio è ricordato in Oriente al 26 apr. (Synax. cit., col. 630), contemporaneo di s. Basileo. Anteriore, cioè del 17 febbr. 306, è il martirio del soldato Teodoro Tirone (H. Delehaye, Les légendes grecques des saints militaires, Parigi 1909, pp. 11-43; 127-213). In suo onore dedicò una basilica l'imperatore Anastasio I (491-518) al tempo del vescovo Mamas (S. Pétrides, Note sur une inscription chrétienne d'A., in Echos d'Orient, 3 [1900], pp. 273-78). Alla prima metà del sec. V, si ha menzione della chiesa dedicata al giardiniere martire di Sinope s. Foca, come è attestato dal panegirico ivi detto in suo onore dal vescovo d'A. Asterio (cf. Van de Vorst, St. Phocas, in Analecta Bolland., 30 [1911], pp. 252-95). Molti restauri eseguiti nelle chiese d'A. al tempo di Giustiniano sono testimoniato da Procopio (De aedificiis, 3, 7). Dalla vita di s. Eutichio, della fine del sec. VI, si ricavano anche i nomi di alcuni monasteri, come quello situato presso l'Acropoli dedicato a s. Giovanni, l'altro di cui fu abate s. Eutichio prima del 552, anno in cui divenne patriarca di Costantinopoli. Della prima metà del sec. V è il monastero al quale appartenero Melezio e Seleuco poi vescovi di A. Tra le chiese si ricordano quella dedicata al martire s. Taleleo certa sul monte che sovrasta A. Ricavate in spaziose sale di abitazioni private furono le chiese dedicate alla Madonna e a s. Michele.

A. venne invasa dagli Arabi nel 1075.

Il papa Benedetto XIV con la Bolla Ad suprema del 15 febbr. 1743 unì la sede metropolitana di A. con quella di Pavia, e perciò il vescovo di questa sede ebbe il pallio, ma Pio VII, con la Bolla Paternae charitatis studium del 16 marzo 1819, separò nuova-mente i due titoli.

Bibl.: Oltre le opere citate nel testo, cf. S. Vailhé, s. V. in DHG, II, coll. 964-70.