AMASIA (ebr. ʿAṭṭāṣa «Jahweh fortifica»; Settanta: ʿAṭṭāṣa). - Due personaggi biblici.
1. - Re di Giuda (797-789 ca.), figlio di Joas, al quale successe a 25 anni. Vendicò l'uccisione del

In seguito alla lotta contro Hazael, re di Siria, perduta da suo padre, popolo ed esercito erano esausti. A. riorganizzò le truppe (300.000 armati di Giuda e Beniamin) e mosse contro gli Edomiti, ribellatisi dopo la morte di Josaphat (849 a. C.), e li vinse nella valle del Sale, a sud-est del Mar Morto, conquistando poi Sela' («Petra»), loro capitale. Aveva assoldato 100.000 mercenari del regno d'Israele, ma, dietro monito d'un profeta, li rinviò (II Par. 25, 5-10).
Questo successo imbaldanzi A., che mosse guerra al re d'Israele Joas, il quale pure l'aveva ammonito con l'apologo del cardo e del cedro (II Reg. 14, 9 sgg.; II Par. 25, 18 sg.). A Bethsames A. fu sconfitto e fatto prigioniero. Joas d'Israele lasciò il vinto sopra il trono dopo aver depredato Gerusalemme e abbattuto parte del muro settentrionale. Gli ultimi anni di A. trascorsero ingloriosi, finché una congiura gli tolse la vita a Lachis, dove si era rifugiato. Ebbe esequie regali; gli successe il sedicenne Azaria (o Ozia), suo figlio.
La durata del regno di A. è controversa: i 29 anni assegnatigli (II Reg. 14, 2; II Par. 25, 1) vengono dagli esegeti variamente ridotti, fino a 9 anni.
Riguardo alla religione, A. in principio zelò lo Jahwismo più puro (IV Reg. 14, 3-6). Ma, dopo il successo su Edom, apostatò (II Par. 25, 14-16) stabilendo in Gerusalemme le divinità edomitiche, sordo ai richiami di un profeta; ne fu punito con una tragica morte (IV Reg. 14, 1-22; II Par. 25, 1-28).
2. - Sacerdote del santuario di Bethel sotto Jeroboam II (783-43) re d'Israele. CAMOS (v.), che costrinse a ritornare in Giuda. Il profeta gli predisse gravi castighi divini sulla sua famiglia e la morte in terra straniera (Am. 7, 10-17).