ABBAZIE E MONASTERI

ABBAZIE E MONASTERI. - Il territorio della diocesi di A. e quello delle diocesi soppresse e in esso incorporate, fu straordinariamente ricco di chiostri benedettini.

Ad A., S. Lorenzo (poi detto della S.ma Trinità), fondato da quello stesso doge o duca Mansone III, cui si dovette l'erezione arcivescovile e l'ingrandimento della cattedrale; S. Basilio, fondato nel sec. XI; S. Elena e S. Nicola in Campo, tutti per donne; a Pogerola, quello di S. Sebastiano; ad Atrani, quelli di S. Maria de Fontanella, S. Michele Arcangelo e S. Tommaso apostolo; a Scala, quelli dedicati ai ss. Benedetto e Scolastica e a s. Cataldo; a Ravello, la S.ma Trinità; a Minori, S. Lucia. Quasi tutti rimontanti ai secc. IX-XI e soppressi, in massima parte, tra il Duecento e il Settecento, per il loro depauperarsi di monache, conseguenza del decadere della città e della zona. Così pure avvenne per i monasteri benedettini maschili: ad Atrani, SS. Ciriaco e Giuditta (970); a Scala, S. Maria de Aqua bona e i SS. Giuliano e Marciano (entrambi del sec. IX); a Positano, S. Maria e S. Vito (sec. X); a Ravello, S. Trifone e S. Maria di Castiglione (sec. X). Ma il maggior monastero, e uno dei più pregevoli edifici di A., è il chiostro di S. Pietro de Tozcolo o in Canonica, cistercense alle origini (1212), passato poi ai Cappuccini (1583), e che ha seguito oggi la sorte comune, divenendo albergo. Anche presso Maiori i Cistercensi avevano un altro loro chiostro: S. Maria de Vittela e, presso Scala, S. Elena. Ai Conventuali appartenne in A. S. Maria degli Angeli, fondato da s. Francesco nel 1220. Infine, a Ravello, un convento di Clarisse, oltre ad altri chiostri minori specialmente benedettini, nella regione.

MONUMENTI. - L'architettura arabo-sicula, importata dalla Sicilia durante il dominio normanno e svi-

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(fot. Samaritani)

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“ABBAZIE E MONASTERI.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 589. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/abbazie-e-monasteri.