AMANA (SOCIETÀ O COMUNITÀ DELLA VERA ISPIRAZIONE)

AMANA (SOCIETÀ O COMUNITÀ DELLA VERA ISPIRAZIONE). - Questa setta nacque in Germania durante il movimento pietista, fra coloro che sostenevano non essere ancora terminata nella Chiesa l'ispirazione diretta di Dio. Nel 1714 un piccolo gruppo di tali credenti, capeggiato da Giovanni Federico Rock e da E. Lodovico Gruber, si organizzò a Himbach nell'Assia. Con la morte del Rock nel 1749, dicono che cessò temporaneamente il dono dell'ispirazione divina, e il piccolo gruppo chiamato «Comunità della vera ispirazione», si conservò compatto, benché poco numeroso, fino al 1817. In quell'anno ebbe un nuovo impulso da Michele Kraussert e da una fanciulla alsaziana, Barbara Heinemann, nei quali gli anziani riconobbero il dono dell'ispirazione. Un po' più tardi a costoro si aggiunse Carlo Metz. I soci della Comunità erano perseguitati dai vari governi della Germania, come renitenti a prestare il giuramento di fedeltà, perché dicevano che bastava la loro promessa; allora il Metz ebbe l'ispirazione divina di trasferirsi in America, dove arrivò con alcuni compagni nel 1842, seguiti poi da altri; si stabilirono dapprima nello stato di Nuova York vicino a Buffalo, e poi nel 1855 emigrarono tutti nello stato di Iowa, fondandovi alcuni villaggi, tutti col nome di A. (dalla parola ebraica del Cantico dei Cantici, presa nel senso di «credere fedelmente») donde venne il nome alla Comunità.

La loro confessione di fede si fonda sulla S. Scrittura e sulle parole di coloro che hanno avuto la «vera ispirazione», la quale però è cessata di nuovo per qualche tempo dopo la morte del Metz nel 1867 e della Heinemann, nel 1883. È interessante la lettura delle 23 ragioni con le quali il Gruber spiega perché l'ispirazione divina sia adesso così rara, delle 21 regole per l'esame quotidiano della coscienza e delle 24 regole per la vera pietà. La società A. conta appena 2000 membri; è governata da un consiglio di 13 membri, eletti annualmente dalla Giunta degli anziani. Tutti i beni sono in comune e per questo è chiamata anche «società comunista». Gli aderenti si dedicano all'agricoltura, all'industria e al commercio; con il ricavo si pagano le spese comuni, e l'avanzo è impiegato in opere di utilità pubblica, come scuole, ospedali ecc.

BIBL.: E. O. Watson, Yearbook of the Churches, Nuova York 1944-45; J. Hastings, Encyc. of Religion and Ethics, I, 1928, pp. 358-369; U. S. Department of Commerce, Bureau of the Census, Religious Bodies, II, Washington 1929. Camillo Crivelli