AMANDA, SANTO

AMANDA, santo. - N. in Aquitania, da Sereno e Amanzia, educato in un monastero benedettino dell'isola di Yeu sulle coste della Vandea, ricevette la tonnatura a Tours. Recatosi a Bourges, ottenne dal vescovo di farsi costruire una cella sul bastione delle mura cittadine e vi trascorse 15 anni in solitudine. Verso il 620, venuto a Roma, ebbe una visione, durante la quale s. Pietro gli avrebbe ordinato di dedicarsi alla predicazione in Gallia. Natura ardente, ricca di zelo, la sua vita fu una continua peregrinazione (in parte leggendaria per quello che riguarda la Carinzia ed il paese basco) di vescovo-missionario - fu consacrato, sembra, prima del 630 - senza diocesi fissa. Egli è il grande apostolo del Belgio ed il vero iniziatore del movimento monastico, che fiorì potente durante il sec. VII, nelle regioni del Nord. Predicò incessantemente il Vangelo in Gallia, dove fondò tra gli altri il monastero di Barisis, e nel Belgio, da Gand alle foci della Schelda. Fondò a Elnone il monastero, che prese poi il suo nome e che fu focolare di irradiazione della vita monastica, i monasteri di Mont-Blandin (poco prima del 639) e Saint-Bavon, nei pressi di Gand, posti tutti sotto la regola di s. Benedetto, secondo la forma di Luxeuil, e la chiesa dei SS. Pietro e Paolo in Anversa.

Nominato vescovo di Tongres (con sede a Maastricht), svolse in questa diocesi intensa attività; per difficoltà creatagli dal clero di Tongres pensò di ritornare alla vita eremitica, ma ne fu dissuaso da papa Martino, che gli inviò, nel 649, una famosa lettera, nella quale, dopo essersi diffuso sull'eresia monodettica, gli ordinava di convocare il sinodo dei vescovi dell'Austrasia.

Morì il 17 apr. 674 o 675, però la sua festa era unita a quella di s. Vedasto al 6 febbr. sin dalla prima metà del sec. VIII; tale data è poi passata nel Martirologio Romano, e fu considerata erroneamente come giorno della morte dal secondo biografo, Milone.

BIBL.: Acta SS. Februarii, I, Anversa 1648, pp. 782-815. 815-903; J. Mabillon, Acta SS. O.S.B., II, Parigi 1669, pp. 709-710; IV, ivi 1677, pp. 62-68; edizione critica dei medesimi testi curata da B. Krusch, in MGH, Scriptores Rer. Merov., V. Hannover 1910, pp. 395-485; BHL, 332-438; E. De Moreau, Saint Amand, apôtre de la Belgique et du Nord de la France (opera fondamentale), Parigi 1927; id., Histoire de l'Eglise en Belgique, I, Bruxelles 1940, pp. 75-89. Noemi Crostarosa Scipioni