AMAT DI SAN FILIPPO, PIETRO

AMAT di SAN FILIPPO, PIETRO. - Scrittore n. il 1 ott. 1822 in Sardegna, m. a Roma il 15 febbr. 1895. Fu prima impiegato all'archivio di Stato di Cagliari, poi al ministero delle Finanze in Roma.
AMAT di SAN FILIPPO, PIETRO. - Scrittore n. il 1 ott. 1822 in Sardegna, m. a Roma il 15 febbr. 1895. Fu prima impiegato all'archivio di Stato di Cagliari, poi al ministero delle Finanze in Roma.

Scrittore di storia della geografia, pubblicò una vita di C. Colombo, la vita e i viaggi di Ludovico da Varthema, le relazioni tra l'Italia e l'India, ecc., tutte opere degne di nota dal punto di vista missionario. Inoltre: Studi bibliografici e biografici sulla storia della Geografia in Italia, pubblicato dalla R. Società Geografica Italiana, Roma 1875, in 2a ed. nel 1882; il primo volume di quest'opera, intitolato Biografie dei viaggiatori italiani colla bibliografia delle loro opere, arricchito, due anni dopo, di un'Appendice di 85 pagine, contiene ricco materiale sui viaggi e le esplorazioni dei missionari.

Lungi Michelini Tocci

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AT di SAN FILIPPO, LUIGI - Ritratto, disegno di A. Frulli. Roma, Musco del Risorgimento.

padre con mitezza conforme a Deut. 24, 16 risparmiando i figli dei congiurati.

In seguito alla lotta contro Hazael, re di Siria, perduta da suo padre, popolo ed esercito erano esauditi. A. riorganizzò le truppe (300.000 armati di Giude e Beniamin) e mosse contro gli Edomiti, ribellatisi dopo la morte di Josaphat (849 a. C.), e li vinse nella valle del Sale, a sud-est del Mar Morto, conquistando poi Sela (Petra), loro capitale. Aveva assoldato 100.000 mercenari del regno d'Israele, ma, dietro monito d'un profeta, li rinviò (II Par. 25, 5-10).

Questo successo imbaldanzò A., che mosse guerra al re d'Israele Joas, il quale pure l'aveva ammonito con l'apologo del cardo e del cedro (II Reg. 14, 9 sgg.; II Par. 25, 18 sgg.). A. Bethsames A. fu sconfitto e fatto prigioniero. Joas d'Israele lasciò il vinto sopra il trono dopo aver depredato Gerusalemme e abbatutto parte del muro settentrionale. Gli ultimi anni di A. trascorsero ingloriosi, finché una congiura gli tolse la vita a Lachis, dove si era rifugiato. Ebbe esequie regali; gli successe il sedicenne Azaria (o Ozia), suo figlio.

La durata del regno di A. è controversa: i 29 anni assegnatigli (II Reg. 14, 2; II Par. 25, 1) vengono dagli eseguiti variamente ridotti, fino a 9 anni.

Riguardo alla religione, A. in principio zelò lo Jahwismo più puro (IV Reg. 14, 3-6). Ma, dopo il successo su Edom, apostatò (II Par. 25, 14-16) stabilendo in Gerusalemme le divinità edomitiche, sordo ai richiami di un profeta; ne fu punito con una tragica morte (IV Reg. 14, 1-22; II Par. 25, 1-28).

2. - Sacerdote del santuario di Bethel sotto Jeroboam II (783-43) re d'Israele. CAMOS (v.), che costrinse a ritornare in Giuda. Il profeta gli predisse gravi castighi divini sulla sua famiglia e la morte in terra straniera (Am. 7, 10-17).

Angelo Penna

AMASTRIS (oggi AMASRAH). - Città della Pafagonia, sul Mar Nero. Ca. il 300 a. C. Sesamos ed altri centri vicini furono riuniti in un'unica città, che fu così chiamata dal nome della supposta fondatrice, A., nipote di Dario III, re di Persia e moglie successivamente di Cratero, Dionigi e Lisimaco.

Dei vescovi di A., che era prima una diocesi dell'Asia Minore, la prima memoria risale al sec. II e l'ultima al 1351. Cf. gli elenchi presso M. Le Quien, Oriens Christianus, I, Parigi 1740, pp. 561-66.

Pietro Sfair

AMAT, FELIX. - Storico e trattatista, n. a Sabadell, in provincia di Barcellona, nel 1759, m. a Barcellona nel 1824. Canonico di Tarragona, abate di S. Ildefonso a Madrid, confessore di Carlo IV. La sua opera più importante è la Historia ecclesiastica, in 12 voll. (Madrid 1791; 2a ed. Barcellona 1807). Le sue Observaciones pacificas sobre la potestad ecclesiastica (Barcellona 1817) furono messe all'Indice. Scrisse anche di etica, ascetica, metafisica.

BIBL.: V. Oblet, s. V. in DThC. 1. col. 935; J. Capeille, s. V. in DHG. II, col. 478.

AMAT, FELIX TORRES: V. TORRES Y AMAT, FÉLIX.

AMAT di SAN FILIPPO, PIETRO. - Scrittore n. il 1 ott. 1822 in Sardegna, m. a Roma il 15 febbr. 1895. Fu prima impiegato all'archivio di Stato di Cagliari, poi al ministero delle Finanze in Roma.

Scrittore di storia della geografia, pubblicò una vita di C. Colombo, la vita e i viaggi di Ludovico da Varthema, le relazioni tra l'Italia e l'India, ecc., tutte opere degne di nota dal punto di vista missionario. Inoltre: Studi bibliografici e biografici sulla storia della Geografia in Italia, pubblicato dalla R. Società Geografica Italiana, Roma 1875, in 2a ed. nel 1882; il primo volume di quest'opera, intitolato Biografie dei viaggiatori italiani colla bibliografia delle loro opere, arricchito, due anni dopo, di un'Appendice di 85 pagine, contiene ricco materiale sui viaggi e le esplorazioni dei missionari.

Lungi Michelini Tocci