(li chiama fortissimi, invincibili), ed ha compreso la grande importanza storica della nuova forza politica che si formava nell'Italia meridionale. La sua non è una cronaca: vuol fare una storia (non segue quindi l'ordine rigidamente cronologico), seguendo il modello della Historia Langobardorum di Paolo Diacono. Non è giunto a noi il testo intimo della Historia di A.; abbiamo solo un volgarizzamento in cattivo francese del sec. XIV: la traduzione non è letterale, spesso il testo viene riassunto; altri errori ha aggiunto il copista.
Abbiamo notizia di altre opere scritte da A.: i Gesta Apostolorum Petri et Pauli, un poema in 4 libri che, attraverso il racconto della vita di S. Pietro (il secondo aposto) si vede appena ricordato alla fine del I. IV), vuol celebrare l'azione di riforma della Chiesa per operai di Gregorio VII; e due altri scritti minori, andati perduti: De laude Gregori VII e De duodecim lapidibus et civitate caeli Hierusalem.