AMICIZIA SACERDOTALE

AMICIZIA SACERDOTALE. - Società segreta per la formazione del giovane clero. Nei documenti si trova indicata con la sigla A. S. Fu fondata in Torino dal p. Niccolò von Diessbach e dai membri dell'Amicizia Cristiana, verso il 1782, con lo scopo di radunare, in segreto, scelti gruppi di chierici in sacris che vivevano fuori del seminario e di sacerdoti, in particolare giovani, onde addestrarli alla predicazione delle missioni e degli esercizi spirituali secondo il metodo di s. Ignazio e iniziarli all'apostolato della buona stampa.

L'Amico Sacerdote - così si chiamavano gli aggregati - doveva lavorare intensamente: 1) alla propria santificazione: meditazione, lettura spirituale ed esame di coscienza quotidiani, esercizi spirituali annui; 2) alla sua formazione intellettuale con lo studio approfondito e metodico della teologia dommatica e morale ed in genere di tutte le discipline ecclesiastiche. Doveva inoltre preparare un corso completo di predicazione per le missioni e per gli esercizi spirituali secondo il metodo ignaziano, e tenersi al corrente delle notizie per mezzo delle Gazzette «per assuefare - dichiara il servo di Dio Pio Brunone Lanteri - l'esclusiato a non restringere le sue idee e il suo interessamento al solo suo paese, ma a riguardare tutto il mondo per sua patria, tutti gli uomini per suoi fratelli... per poter così facilmente introdursi co' secolari a parlar poi loro di Dio all'esempio dei santi».

L'A. S. oltre che in Torino, ebbe vita in Firenze e sembra anche in Milano; si trattò d'introdurla in Savoia, in Svizzera e nel Palatinato Renano. Scomparve dopo il 1804. I principali apostoli dell'A. S. furono il Diessbach e il Lanteri.

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BIBL.: L. documentazione relativa all'Amicizia Cristiana, all'Amicizia Cattolica e all'A. S. si conserva nell'archivio della Postulazione degli Oblati di Maria Vergine (Roma, Carcere Maestro) C. (A. P. Frutaz), Positio super introductione Causae et super Virtutibus Servi Dei Pii Brunonis Lanteri (S. Rituum Congregatio, Sectio Historica, 63). Città del Vaticano 1945, pp. 68-258.**