AMITÁBHA (Амитáвы). - Uno degli innu-merevoli buddha del buddhismo *Mahāyāna* «Il grande veicolo», disciplinato, vari secoli dopo il suo primo apparire, dal filosofo indiano Nāgārjuna (sec. II d. C.), fondatore della scuola buddhistica *Sānyavāda* «Il sistema del vuoto» (nichilista).
Il *Mahāyāna* differisce dal primitivo buddhismo (secc. VI-III a. C.) per una particolare evoluzione ed esten-sione del contenuto storico e religioso di questo. Esso rap-presenta infatti un mezzo universale di salvezza, come quello che rende possibile il raggiungimento della libera-zione finale (*nirvāya*) non soltanto ai monaci ma a tutti gli uomini pur viventi la vita attiva. Vede inoltre nel Buddha Sākyamuni un essere divino, dotato della più grande dol-cenza e mansuetudine, superiore ad ogni altro e nel *bo-dhīstāva* (lett. «uno la cui essenza è illuminazione»), una creatura destinata alla chiaroveggenza, a divenire cioè un *uddha*, ma dotata di così grande altruismo, per efficace compassione verso ogni sofferente, da differire per un tempo pur lunghissimo il raggiungimento della propria liberazione. Tale essere è superiore perciò all'*Arhat* del buddhismo primitivo, il santo libero da ogni possibile passione, il quale nella sua ultima esistenza è maestro delle verità insegnate dal Buddha e guida per esse alla via di salvezza, ma non di più. Per tali diverse caratteri-stiche il buddhismo primitivo venne denominato dai se-guaci del *Mahāyāna*, *Hinayāna* «piccolo veicolo».
Il buddhismo *Mahāyāna*, oltre a quanto sopra si è accennato, ha moltiplicato, quali riflessi celesti (*dhya-nābuddha* «buddha contemplativi») del grande Bud-dha storico, numerosi buddha, esseri altissimi, grandi salvatori, la cui vita è giunta ad uno stato di san-ticazione attraverso innumerevoli secoli. Uno di questi è appunto A. *dhyanābuddha* del periodo attuale. Rinato in Occidente, dopo milioni di anni vissuti nel-le esercizio delle più austere virtù quale bodhisattva, egli è dotato d'immenso (*amita*) splendore (*abha*), donde il suo nome di *Amitābha*, come pure *Amytāyus* è detto per la lunghissima (*amita*) durata della sua vita (*āyus*). La sua sede, il paradiso *Sukhāvatī* «la terra felice» è, come descrive il *Sukhāvatīvyāha*, «la particolare descrizione della terra beata», cagione agli uomini di ogni benessere fisico e morale. Ognuno che, essendo vissuto nella pienezza di bontà, rivolge il pensiero ad A., rinasce in quella terra felice.
Il culto del grande *dhyāna-buddha* A. è passato pure nella Cina moderna, nella quale il buddhismo è il risultato della fusione di varie sette mahayaniste. Egli ivi, denominato O-Mi-To, ha grande potere sulle anime dei morti che libera dei loro peccati e fa salire al grado di *bodhisattva*. Nel Giappone A. è venerato col nome di *Amida*; costituisce il tipo ideale del bud-dha e occupa nel culto un posto assai più alto di quello dello storico Gotama-Buddha. Nel Tibet A. è vene-rato sotto il nome di *Od-dapg-med*.