AMNON (ebr. « fedele »). - Figlio primogenito di David, dalla seconda moglie Achinoam di Jezrael, in Hebron (II Sam. 3, 2). Preso da rea passione per la sorella Thamar, figlia di David e di Maacha, che come le altre figlie di David abitava in una casa separata, su consiglio di Jonadab, figlio del fratello di David Semmaa, A. si mise a letto, fingendo una grave infermità, e pregò il padre David di far venire Thamar per preparare in sua presenza una vivanda appetitosa (lebhibhôtth). Thamar venne a A., rimasto solo con la sorella, dopo i rifiuti di Thamar, che gli suggerì di chiederla al padre in sposa, la violentà; poi la espulse brutalmente. Quella si strappò la tunica delle vergini, si coprì il capo di cenere e si aggirava per la casa piangendo. Rivelò l'affronto subito ad Absalom, suo fratello germano, che la ricoverò in casa sua. David, conosciuto l'incesto, si irritò (secondo il testo ebraico), ma non punì A., che prediligeva (II Sam. 13, 21 b è aggiunta dei Settanta e Volgata). Absalom, dissimulando l'odio per A., volle vendicare l'offesa. Due anni dopo, in occasione della tosatura del gregge, invitò in Baal-Hasor, presso Ephraim, il padre e tutti i fratelli. I fratelli accettarono. Quando A. fu ebbro, durante il banchetto, secondo l'ordine di Absalom i servi lo uccisero. Gli altri fratelli fuggirono. David si addolorò per l'accaduto, di cui Jonadab gli spiegò il motivo (II Sam. 13).
AMNON (EBR. « FEDELE »)
BIBL.: L. Desnoyers, Histoire du peuple hébreu, II, Parigi 1930, pp. 279-83. Francesco Sole