AMNESIA

AMNESIA. - Perdita della facoltà di ricordare, per alterazione delle tracce (simboli) impresse nei centri nervosi in rapporto alla rappresentazione che l'individuo ha degli oggetti esterni. Retrograda o anterograda, parziale (lacunare) o totale, temporanea o permanente, può dipendere da cause puramente funzionali e passeggere (stanchezza, esaurimento, forme tossiche o infettive) o da gravi alterazioni organiche dei centri nervosi (rammollimento senile, lesioni distruttive dell'encefalo). Può colpire isolatamente o globalmente le facoltà di formare, ritenere, riconoscere le tracce mnemoniche; depauperà il patrimonio dell'integrazione, senza però turbarne l'attività associativa, logica, critica.

BIBL.: O. Bumke e O. Foerster, Neurologie u. Psychiatrie, VI, Berlino 1936. Giuseppe de Ninno.