AMNESIA. - Perdita della facoltà di ricordare, per alterazione delle tracce (simboli) impresse nei centri nervosi in rapporto alla rappresentazione che l'individuo ha degli oggetti esterni. Retrograda o anterograda, parziale (lacunare) o totale, temporanea o permanente, può dipendere da cause puramente funzionali e passeggere (stanchezza, esaurimento, forme tossiche o infettive) o da gravi alterazioni organiche dei centri nervosi (rammobilimento senile, lesioni distruttive dell'encetalo). Può colpire isolatamente o globalmente le facoltà di formare, ritenere, riconoscere le tracce mnemoniche; depaupera il patrimonio dell'intelligenza, senza però turborne l'attività associativa, logica, critica.
AMNESIA
BIBL.: O. Bumke e O. Foerster, Neurologie u. Psychiatrie, VI, Berlino 1936. Giuseppe de Nismo
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“AMNESIA.” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 672. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/amnesia.