AIGNAN, FRANÇOIS. - Si chiamò abbé A. l'exmissionario cappuccino p. Tranquillo d'Orléans (père Tranquille), n. nel 1644, passato tra i Benedettini cluniacensi verso il 1690, m. nel 1709. Da cappuccino, insieme col confratello p. Enrico da Montbazon (poi abbé Rousseau), per incarico del re Luigi XIV diresse un laboratorio farmaceutico nel palazzo del Louvre. Per potere esercitare più liberamente la loro arte si fecero benedettini; tanto al Louvre come nell'abbazia di St. Germain-des-Prés distribuiscono gratuitamente ai poveri i medicinali da loro preparati, i quali erano avidamente ricercati anche dai nobili. A. si rese celebre per la confezione di un farmaco noto anche oggi col nome di «balsamo Tranquillo», composto di solanum racemosum, furiosum maniacum, teste di papavero, giusquiamo, menta, tabacco, rata, assenzio, issopo ecc., e di un grosso rospo appena ucciso. Questo balsamo ebbe grandissima voga; fu somministrato anche a Luigi XIV, alla vigilia della morte. M. me de Sévigné lo considerò come rimedio sovrano, utile contro tutte le malattie. Il «balsamo Tranquillo» è giunto fino ai giorni nostri, senza peraltro l'ingrediente del rospo, quale anestetico locale (cf. M. Messini, Terapia clinica, 1944).
Sotto il nome di abbé A. pubblicò varie opere di medicina: Le prestre médicin, ou Discours physique sur l'établissement de la médecine, avec un traité du café et du thé de France, selon le système d'Hippocrate, Parigi 1696, con una traccia di storia della medicina ecclesiastica, tolta dalla Historia monogramma del Du Val; L'ancienne médecine à la mode, ou le sentiment uniforme d'Hippocrate et de Galien sur les acides et les alkalis, Parigi 1693; Traité de la goutte dans l'état naturel, ou l'art de connaître les vrais principes des maladies, Parigi 1707.