Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Medicina pastorale Questioni generali

AFASIA

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AFASIA. - Difficoltà o impossibilità di parlare per alterazione di particolari zone della corteccia cerebrale (centri del linguaggio), a sinistra nei destrimani, a destra nei mancini. La distruzione o il blocco funzionale di tali centri rende impossibile articolare il linguaggio o riconoscere i suoni e i segni (v. ASIMBOLIA) con cui gli altri comunicano il proprio pensiero. Si distinguono due forme di a.: la motoria e la sensoriale.

Chi è affetto da a. motoria ode come un sano, riconosce i suoni, possiede il ricordo delle parole udite, ne comprende il significato; gli manca però la facoltà di formare la parola stessa pur essendo integra l'innervazione e la muscolatura dell'apparato nasobucco-faringo-laringeo (v. DISARTRIA). In altri termini, ha perduto l'ideazione dei movimenti con cui articolare la parola. Vi è una forma di «a. motoria completa di Broca» (forma corticale) in cui è completamente soppressa la facoltà di parlare, e poiché il linguaggio scritto dipende in gran parte da quello articolato, è perduta anche la capacità di scrivere; rimane conservata la comprensione del linguaggio. Invece nel «mutismo verbale puro» (forma transcorticale) il paziente, pur non parlando affatto, conserva la facoltà di leggere e scrivere.

Nell'a. sensoriale, i malati possono parlare e anche udire, ma non comprendono più le parole e non afferrano nulla di quanto è detto loro, si comportano di fronte alla lingua come fosse una lingua sconosciuta. Nell'«a. sensoriale completa» (forma corticale di Wernike) gli infermi odono, ma non comprendono il significato delle parole. In questa forma si hanno, come manifestazioni secondarie, parafasie e paragrafie (cioè, parlando e scrivendo adoperano una parola per l'altra). La «sordità verbale pura» (forma sottocorticale) è eguale alla precedente, ma manca la parafasia e la paragrafia. Nell'a. totale, combinazione delle due forme precedenti, tanto il parlare che l'intendere sono completamente aboliti e il disturbo raggiunge il grado più elevato per la contemporanea perdita del discorso interno (svolgimento raziocinativo delle idee) ed esterno (linguaggio).

Bibliografia5 opere
BIBL.: A. Liebmann, Vorlesungen über Sprachstörungen, Berlino 1900; L. Bianchi, Ricerche di psichiatria, Milano 1907; H. Curschmann e F. Kramer, Lehrbuch der Nervenkrankheiten, Berlino 1925; O. Bumke, Trattato di Psichiatria, Torino 1927; U. Cerletti, Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e mentali, Roma 1946.

Giuseppe de Nanno

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Di Giuseppe de Ninno

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 363–364.

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vol. 1, coll. 363–364

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De, Ninno Giuseppe. “Afasia.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 363–364. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/afasia.

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De, Ninno Giuseppe. “Afasia.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 363–364. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/afasia.

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