AFASIA

AFASIA. - Difficoltà o impossibilità di parlare per alterazione di particolari zone della corteccia cerebrale (centri del linguaggio), a sinistra nei descrittori, a destra nei mancini. La distruzione o il blocco funzionale di tali centri rende impossibile articolare il linguaggio o riconoscere i suoni e i segni (v. ASTM-BOLIA) con cui gli altri comunicano il proprio pensiero. Si distinguono due forme di a.: la *motoria* e la *sensoriale*.

Chi è affetto da *a. motoria* ode come un sano, riconosce i suoni, possiede il ricordo delle parole udite, ne comprende il significato; gli manca però la facoltà di formare la parola stessa pur essendo integrata l’innervazione e la muscolatura dell’apparato nasobucco-faringo-laringeo (v. DISARTRIA). In altri termini, ha perduto l’ideazione dei movimenti con cui articolare la parola. Vi è una forma di «a. motoria completa di Broca» (*forma corticale*) in cui è completamente soppressa la facoltà di parlare, e poiché il linguaggio scritto dipende in gran parte da quello articolato, è perduta anche la capacità di scrivere; rimane conservata la comprensione del linguaggio. Invece nel «numero stimo verbale puro» (*forma transcorticale*) il paziente, pur non parlando affatto, conserva la facoltà di leggere e scrivere.

Nell’a. *sensoriale*, i malati possono parlare e anche udire, ma non comprendono più le parole e non afferano nulla di quanto è detto loro, si comportano di fronte alla lingua come fosse una lingua sconosciuta. Nell’a. *sensoriale completa* (*forma corticale di Wernicke*) gli infermi odono, ma non comprendono il significato delle parole. In questa forma si hanno, come manifestazioni secondarie, parafasie e paragrafie (*cioè*, parlando e scrivendo adoperano una parola per l’altra). La «sordità verbale pura» (*forma sottocorticale*) è eguale alla precedente, ma manca la parafasia e la paragrafia. Nell’a. *totale*, combinazione delle due forme precedenti, tanto il parlare che l’intendere sono completamente aboliti e il disturbo raggiunge il grado più elevato per la contemporanea perdita del discorso interno (*svolgimento razionativo delle idee*) ed esterno (*linguaggio*).

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Bibl.:** A. Liebmann, *Vorlesungen über Sprachstörungen*, Berlin 1900; L. Bianchi, *Ricerche di psichiatria*, Milano 1907; H. Curschmann e F. Kramer, *Lehrbuch der Nervenkrankheiten*, Berlin 1925; O. Bumke, *Trattato di Psichiatria*, Torino 1927; U. Cerletti, *Riassunto delle lezioni di clinica delle malattie nervose e mentali*, Roma 1946.