ASIMBOLIA. - Dal gr. à privativo e οὐμβόλον, simbolo, segno rappresentativo; scomparsa temporanea o definitiva di gruppi di ricordi o d'immagini rappresentative che segue a distruzione o blocco funzionale di determinate zone corticali (v. LOCALIZZAZIONI CEREBRALI), donde impossibilità di riconoscere gli oggetti esterni o di estrinsecare particolari attività pratiche.
Per comprendere il meccanismo e il valore d'un tale disturbo, va ricordato come l'identificazione degli oggetti esterni, nel significato e nel valore pratico da essi gradatamente assunto nella nostra esperienza, è possibile per il riferimento e i legami associativi tra la sensazione attuale, sempre parziale e più o meno frammentaria, e le tracce mnemoniche acquisite, de-
depositate in determinate zone corticali da precedenti sensazioni di oggetti simili. Tali tracce, immagini rappresentative del valore oggettivo degli oggetti esterni, costituiscono i «simboli», specifici in rapporto alle sensazioni da cui ebbero vita e perciò distinti in visivi, uditivi, tattili, ecc. Anche le nostre attività pratiche (movimenti, azioni, linguaggio) sono legate a «simboli ideo-motori», capaci di suscitare e coordinare il complesso giuocho neuro-muscolare degli apparati periferici della vita di relazione (v. RELAZIONE). Comunemente viene usata la parola «agnosia» (ἀ priv., e γνῶσις, conoscenza) come sinonimo di a.; alcuni autori invece riserbano la prima esclusivamente ai disturbi dell'identificazione primaria e propriamente concettuali frutto d'una mancata identificazione plurisensoriale (A. Ceconi, p. 44).
Possono distinguersi varie forme di a. in relazione alle varie categorie di immagini che vengono a mancare: la sordità psichica, per cui l'infermo non intende il valore rappresentativo dei suoni e delle parole; la scrità psichica, in cui, pur vedendo, l'individuo non riconosce persone, cose, segni grafici; l'afasia motoria e sensoriale (v. AFASIA) forma tra le più caratteristiche di a.; l'amusia, particolare forma d'afasia limitata al cantare; l'aprasia ideatoria, allorché il paziente non è in grado di compiere l'atto perché incapace di formularne mentalmente il progetto; l'aprasia ideomotrice, in cui, pur esistendo il progetto mentale del movimento, questo non è eseguibile per la perdita delle necessarie immagini muscolari; l'agrafia, particolare forma di aprassia limitata all'attività scrivente; l'astereognosia, impossibilità di riconoscere un oggetto al tatto per la perdita delle immagini geometriche di origine tattile e muscolare; l'astereognosia congiunta alla scrità psichica da origine al quadro dell'a. totale di Wernicke (demonza asimbolica di Heil-Bronner o agnosia completa) per cui diviene impossibile afferrare il significato e il valore pratico di un qualsiasi oggetto.
La conoscenza dell'a. e delle varie sue forme è necessaria per chi venga in rapporto con infermi colpiti da apoplessia o che presentino forme d'alienazione mentale; infatti può riuscire difficile in determinati casi distinguere un demente da un aprassico o da un afasico sensoriale. D'altra parte, mentre un infermo colpito da afasia motoria, per lesione dell'a. area estesa di Broca e nel lobo frontale di sinistra, non può esprimersi a parole, rimane a lui la possibilità di farsi comprendere a gesti perché l'intelligenza è conservata; al contrario se l'afasia è sensoriale esso è incapace anche d'intendere la parola parlata o scritta perché affetto da scrità psichica e sordità psichica; riesce quindi impossibile di porsi in rapporto concettuale con lui.