ANCONA. - Il vocabolo deriva forse dal greco
εἰκών = immagine, ed indica il dipinto o il rilievo
posto sull'altare; pala (v.) e nell'uso
comune le differenze con quest'ultima sono piuttosto
incerte; tuttavia il termine a. è adoperato prevalente-
mente per distinguere le opere che presentano una
certa inquadratura architettonica. L'uso delle a. è piut-
tosto tardo poiché fino a tutto il sec. XII le immagini
non avevano stabile sede sull'altare. Dapprima le a.
ebbero forma assai semplice, talvolta cuspidata, poi
con l'arte gotica furono divise in tre o più scomparti
(v. POLITICO). Nel Rinascimento le a. dipinte furono
spesso inquadrate da pilastrini e sormontate da una
lunetta. Nell'Italia settentrionale si trovano molti
esempi di a. marmoree o lignee, scolpite con figure,
entro complessi partiti architettonici. Di notevole in-
teresse per la loro forma sono le a. spagnole del '400
(retablos) dipinte o scolpite con storie intorno ad una
immagine centrale e con ricca decorazione. Con il di-
minutivo anconetta vengono designati piccoli dipinti
o rilievi ugualmente incorniciati e destinati più che
alle chiese all'uso privato. Le a. di età più tarda vanno
di solito sotto il nome di pale. - Vedi Tavv. XCVI-
XCVII.