ANCIRA. – Città della Galazia in Asia Minore, ora Angora (turco Ankara), capitale dell'attuale Turchia.
Dovette ricever molto presto la fede cristiana; ma compare nella storia solo verso la fine del sec. II, ai tempi della lotta contro il montanismo. Tra i suoi monumenti è da ricordare il famoso tempio di Augusto (sulle cui pareti si rinviene inciso il testamento dell'imperatore), ridotto a chiesa intorno al sec. VI. È
della stessa età la basilica di S. Clemente, costruita a mattoni e cupola, molto simile a S. Sofia, e della quale restano rovine. Vi erano venerati alcuni martiri, e specialmente i due fratelli Platone e Antioco.
BIML.: J. Strzygowski, Kleinasien, ein Neuland der Kunstgeschichte, Lipsia 1903, p. 45; V. Schultze, Kleinasien, Gütersloh 1926, p. 392 sgr.
A., DIOCESI DEGLI ARMENI. – Nonostante A. sia una delle più antiche diocesi armenee dell'Asia Minore, una vera e propria comunità cattolica armena vi appare soltanto intorno al 1600, per raggiungere un notevole grado di sviluppo nel secolo seguente ad opera dei missionari armeni, alunni del Collegio Urbano di Propaganda Fide e soprattutto dei discepoli dell'abate Mechitar (v.). Molte persecuzioni essa ebbe a soffrire da parte del governo turco, su istigazione degli armeni scismatici. In seguito a quella, gravissima, scatenatasi nel 1827-28, e merce il breve di Pio IX del 6 luglio 1830 che istituiva la nuova sede arcivescovile di Costantinopoli, la comunità cattolica di A. venne sottratta alla giurisdizione dell'arcivescovo non unito. Finalmente il 30 apr. 1850, Pio IX erigeva A. a sede episcopale, insieme con le altre quattro sedi armenee di Artuin, Erzerum, Brussa e Trebisonda.
BIML.: G. Kalemkarian, Biografia dell'arcivescovo Sarkis Safran e dei cattolici armeni del suo tempo (1720-70), (in armeno) Vienna 1908; A. Alexandrian, Storia breve delle sedi arcivescovili e vescovili del patriarcato armeno di Cilicia, (in armeno e in trad. francese) Beirut 1908, pp. 65-67.