Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Archeologia cristiana Luoghi

ANCIRA

English Cita

ANGORA DEGLI ARMENI rimanda qui.

Noto anche come: greco: Ankyra, Ἄγκυρα; inglese: Angora, Ankara

ANCIRA. - Città della Galazia in Asia Minore, ora Angora (turco Ankara), capitale dell'attuale Turchia.

Dovette ricever molto presto la fede cristiana; ma compare nella storia solo verso la fine del sec. II, ai tempi della lotta contro il monastismo. Tra i suoi monumenti è da ricordare il famoso tempio di Augusto (sulle cui pareti si rinvenne inciso il testamento dell'imperatore), ridotto a chiesa intorno al sec. VI. È

della stessa età la basilica di S. Clemente, costruita a mattoni e cupola, molto simile a S. Sofia, e dalla quale restano rovine. Vi erano venerati alcuni martiri, e specialmente i due fratelli Platone e Antioco.

Bibliografia2 opere
BIBL.: J. Straygowski, Kleinasien, ein Neuland der Kunstgeschichte, Lipsia 1903, p. 45; V. Schultze, Kleinasien, Gütersloh 1926, p. 392-392.

Antonio Ferrua

A., DIOCESI DEGLI ARMENI

Nonostante A. sia una delle più antiche diocesi armene dell'Asia Minore, una vera e propria comunità cattolica armena vi appare soltanto intorno al 1600, per raggiungere un notevole grado di sviluppo nel secolo seguente ad opera dei missionari armeni, alunni del Collegio Urbano di Propaganda Fide e soprattutto dei discepoli dell'abate Mechitar (v.). Molte persecuzioni essa ebbe a soffrire da parte del governo turco, su istigazione degli armeni scismatici. In seguito a quella, gravissima, scatenatasi nel 1827-28, e merecì il breve di Pio IX del 6 luglio 1830 che istituiva la nuova sede arcivescovile di Costantinopoli, la comunità cattolica di A. venne sottratta alla giurisdizione dell'arcivescovo non unito. Finalmente il 30 apr. 1850, Pio IX erigeva A. a sede episcopale, insieme con le altre quattro sedi armene di Artuin, Erzerum, Brussa e Trebisonda.

Bibliografia2 opere
BIBL.: G. Kalemkariani, Biografia dell'arcivescovo Serbis Serafian e dei cattolici armeni del suo tempo (1720-70), (in armeno) Vienna 1908; A. Alexandrian, Storia breve delle sedi arcivescovili e vescovili del patriarcato armeno di Cilicia, (in armeno e in trad. francese) Beirut 1908, pp. 65-67.

Serafino Akelian

I CONCILI DI A

Tre concili - anzi, un concilio e due « conciliaboli » - furono celebrati in A. nel sec. IV.

Il Concilio adunatosi tra la Pasqua e la Pentecoste del 314 fu molto importante ed assunse quasi il carattere di concilio plenario delle Chiese dell'Asia Minore e della Siria; emanò 25 canoni disciplinari, riguardanti principalmente il trattamento verso i « lapsi » dell'ultima persecuzione (cf. Mansi, II, pp. 513-40). Tutti furono inseriti nel diritto canonico della Chiesa bizantina dal Concilio Trullano (691), ed ebbero così la fortuna d'essere commentati dai grandi canonisti del sec. XII (PG 137, 1123-96).

Nel 358, per iniziativa di Giorgio di Laodicea - uno dei principali partigiani del semiarianesimo - si riunì in A. un nuovo sinodo, sotto la presidenza di Basilio di A. per reagire al secondo Concilio di Sirmio tenuto nel 357, dove avevano trionfato gli ariani intransigenti, detti anomei. A conclusione dei lavori, venne redatta una lunga lettera, nella quale è fissata la dottrina dei semiariani, detti anche « omoiusiani ».

Nell'inverno del 375 fu riunito in A. un altro conciliabolo, in cui fu deliberata la deposizione di Hypsis, vescovo cattolico di Parnassas, e fu accolta un'accusa calunniosa contro s. Gregorio di Nissa, del quale si ordinò l'arresto (ma il santo riuscì a fuggire dalle mani dei soldati).

Bibliografia3 opere
BIBL.: I canoni del Concilio si trovano in tutte le collezioni conciliari ed anche in quelle canoniche. Il testo greco ci è dato da I. B. Pitra, Iuris ecclesiastici Graecorum historia et monumenta, I, Roma 1864, pp. 441-50. Dopo di lui l'ha definitivamente stabilito R. B. Rackhan, The text of the canons of Ancyra, in Studia biblica et ecclesiastica, III, Oxford 1891, pp. 139-216. L'ed. del Rackhan è riprodotta da F. Lanchert, Die Kanones der wichtigsten altkirchlichen Concilien nebst den apostolischen Kanones, Friburgo e Lipsia 1896, pp. 29-34 (in appendice, pp. 193-94, varianti da molte edizioni anteriori). Cf. J. G. Herbst, Die Synoden von Ancyra und Neuaesarea, in Theologische Quartalschrift, 3 (1821), pp. 399-447; Hefele-Leclercq, I, pp. 298-326 (testo, traduzione e commento); F. X. Funk, Der 12. Kanon der Synode von Ancyra, in Theologische Quartalschrift, 61 (1879), pp. 275-81.

La lettera del Sinodo del 358 ci è conservato per intero da s. Epifanio, Haeres, 73, 2-11, e in parte da s. Ilario, De Synodis, 12-25, 88-91, il quale ne dà un'interpretazione ortodossa. Cf. pure: Hefele-Leclercq, I, pp. 903-908; G. Rasneur, L'homoiousianisme dans ses rapports avec l'orthodoxie, in Revue d'histoire ecclésiastique, 4 (1903), p. 201.

Il conciliabolo del 375 ci è noto soltanto per mezzo delle lettere 225, 237-40, 244 di s. Basilio. Hefele non ne parla affatto. Vedasi ciò che ne dice Tillemont, IX, Parigi 1703, pp. 247-49.

Illustration

Martino Jugie

Informazioni sulla voce

Di Antonio Ferrua, Serafino Akelian, Martino Jugie

Fonte Antonio Ferrua: firma a stampa; Serafino Akelian: firma a stampa; Martino Jugie: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1169–1171.

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Ferrua, Antonio, Serafino Akelian, and Martino Jugie. “Ancira.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1169–1171. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/ancira.

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Ferrua, Antonio, Serafino Akelian, and Martino Jugie. “Ancira.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1169–1171. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/ancira.

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