ANASTASIO BIBLIOTECARIO

ANASTASIO BIBLIOTECARIO. - N. probabilmente a Roma verso l'817, ricevette nei monasteri urbani una solida formazione culturale latina e greca. Creato prete cardinale di S. Marcello da Leone IV verso l'847, fu dal medesimo scomunicato e colpito d'anatema in un sinodo tenuto a Roma il 19 giugno 853 per aver abbandonato il suo posto e rifiutato di tornarvi ad onta di reiterati richiami. Ambizioso, di coscienza molto elata, militava nel partito imperiale con la speranza di salire al soglio pontificio. Nell'855, appena eletto Benedetto III, tornò a Roma con un forte esercito ma il suo tentativo di occupare il Laterano non riuscì. Sconfitto, ricevette il perdono del Papa che lo ridusse allo stato laicale. Salito al trono papale Niccolò I nell'858, A. ritornò in grazia e divenne il consigliere del Papa, posizione che mantenne anche nei susseguenti pontificati di Adriano II e Giovanni VIII, divenendo una delle figure più importanti del tempo. Prese parte rilevante nelle controversie con Fozio, che aprirono lo scisma della Chiesa orientale. Assistette all'ultima sessione dell'VIII Concilio ecumenico a Costantinopoli (869-70), di cui riportò a Roma copia degli Atti che, dietro invito di Adriano II, tradusse in latino (871) e che è la sola conservata. Più tardi (873) per ordine di Giovanni VIII, tradusse in latino anche gli Atti del VII Concilio ecumenico, tenuto a Nicea (787). Dopo l'877 il nome di A. non compare più nei documenti, e ignoriamo l'anno della sua morte.

Quasi tutte le opere di A. sono traduzioni latine dal greco. Tra queste riguardano particolarmente la storia ecclesiastica: Versiones gestorum synodorum VII et VIII (PL 129, 205-542. 27-196); Collectanea, cioè traduzioni riguardanti la questione del monoteletismo e di papa Onorio I (ibid., 557-690); Acta s. Martini papae (ibid., 585-609); Historia ecclesiastica (ed. C. De Boor, Theophanis Chronographia, II, Lipsia 1885, pp. 31-346) ampliata conforme alla storia tripartita di Cassiodoro dalle storie di Niceforo, Sincello e Teofane, tradotte in latino da A. Il rimanente delle opere sono traduzioni di vite dei santi greci. A ciascuna di queste A. premette prefazioni o lettere esplicatorie (MGH, Epist., VII, pp. 395-442) alcune delle quali hanno singolare importanza, specialmente quelle che si riferiscono agli atti dei concili VII e VIII (ibid., pp. 403-418).

Ad A. fu attribuito, a torto, da Onofrio Panvinio il Liber Pontificalis, attribuzione ripetuta spesso fino ai giorni nostri. Pare invece fuori dubbio che A. sia l'autore della vita di Niccolò I, ma non mancano studiosi che lo contestano.

Bibl.: J. Hergenrother, Photius, Patricius von Constantinopel, II. Ratisbona 1867, pp. 228-41; P. A. Lapòtre, De Anastasio Bibliothecario, Parigi 1885; L. Duchesne, Le Liber Pontificalis, I. Parigi 1886, pp. xxxv, clxxi; E. Perels, Papst Nikolaus I. und Anastasius Bibliothecarius, Berlino 1920 (fondamentale sulla figura di A. e i suoi rapporti con Niccolò I). Benedetto Pesci