ANDANIA, MISTERI DI

ANDANIA, MISTERI di. - L'esistenza di misteri che venivano celebrati in Andania, piccola città della Messenia settentrionale, è attestata da vari passi di Pausania e da una lunga ed integra iscrizione del 91 a. C., rinvenuta a Konstantini, presso il sito dell'antica città.

In questi misteri erano venerati Demetra, Core (sotto l'epiteto di ἀγνά, cioè Santa), i Grandi Dei (probabilmente i Cabiri), Ermete ed Apollo Carneio, il cui bosco sacro serviva alla celebrazione del rito. Secondo Pausania, riformatore del culto sarebbe stato un certo Methapo, il medesimo che avrebbe introdotto a Tebe il culto dei Cabiri di Samotracia. Di lui dice Pausania che era un organizzatore di iniziazioni e di ogni genere di misteri; ciò che fa presumere che a lui spetti l'associazione dell'antico culto locale con i misteri di Samotracia. Anche con i misteri eleusini erano connessi i misteri di A.: infatti non solo Demetra e Core vi figurano fra le divinità adorate, ma anche le Grandi Dee eleusine.

Sulla natura intima dei misteri di A. nessuna luce ci dà Pausania che espressamente si trincera dietro la proibizione di rivelare quel che era proibito di propalare, e tanto meno la lunga iscrizione di Konstantini. Da questa ricaviamo solo, per quanto riguarda il culto, il particolare che ad A. si celebrava un dramma liturgico come ad Eleusi e che la festa culminava in una processione; ed inoltre che i misteri erano aperti a tutti, senza distinzione di sesso, anche agli schiavi. Però l'iscrizione è interessante perché ci dà un quadro vivace della parte esteriore della festa.

Il culto primitivo, anteriore alla conquista spartana (ca. 700 a. C.), era limitato ad Hermes, Apollo Carneio (divinità dorica, non soltanto spartana), Demetra e la fonte Haghna, divinità naturalistiche, connesse non solo con la vita, ma anche con la morte. Non è escluso che in parte almeno risalgano ad età più antica della conquista del paese da parte dei Messeni, quindi ad un'epoca poco anteriore alla stessa invasione dorica.

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(Est. Pont. Comm. Arch. sacra)
Ancora - Lastra tombale con a. cruciforme (sec. iv). Roma, Cimitero di Domitilla.

ANCOLA - Lastra tombale con a. cruciforme (sec. IV). Roma, Cimitero di Domitilla.

BIBL.: N. Turchi, Le religioni misteriosofiche del mondo antico, Roma 1923, pp. 90-95; id., Fontes historiae mysteriorum, IV 1923, pp. 119-33; Kern, S. V. in Pauly-Wissowa, Realexcycl. der klass. Altertumswiss., I, col. 216 sqg. La trattazione più recente in M. Guarducci, I culti di A., in Studi e materiali di Storia delle Religioni, 4 (1934), pp. 174-204.