ANGILBERTO, SANTO

ANGILBERTO, santo. - Abate di Centula (Saint-Riquier), uno dei principali ausiliari e confidenti di Carlomagno e discepolo di Alcuino. Di origine nobile, n. verso il 750, m. il 18 febbr. 814, fu educato alla corte di Pipino il Breve, dove entrò in rapporti di amicizia con Carlo, mantenuti sino alla morte.

Nel 781 questi lo nominò Primicerius Palatii e addetto alla persona del figlio Pipino, coronato ancora fanciullo re d'Italia. Dal 787 visse sempre alla corte del re franco dove, come membro dell'Accademia palatina creata da Alcuino, si fece notare per la sua attività poetica che gli valse l'appellativo di Omero. Noti i suoi rapporti con Alcuino, alla cui storia è legato il suo nome. Di vita assai mondana, ebbe da Berta, figlia di Carlomagno, due figli: Nithard e Harnid. Ricevuta in commenda, verso il 790, la ricca abbazia di Centula, se ne servì come fonte di entrate. Carlomagno gli affidò in seguito tre missioni diplomatiche presso il Papa: nel 792 per condurre a Roma l'adozianista Felice di Urgel, nel 794 per sottomettere al suo giudizio i Libri Carolini, nel 796 per fare al nuovo papa Leone III omaggio di ubbidienza. Fu dopo questa terza missione che si distaccò dalla vita mondana di corte per dedicarsi ai suoi veri doveri monastici. Ricevette allora il sacerdozio; sotto il suo governo Centula si sviluppò nelle sue proprietà e costituzione interna. Egli stesso diede l'esempio di una vita austera e mortificata. Nell'811 fu uno dei firmatari del testamento di Carlomagno. La festa si celebra il 18 febbr.

Oltre le poesie, scrisse un Libellus de perfectione et dedicatione Centulinis ecclesiae et de diversitate officiorum (in MGH, Poetae Carolini; Aevi, ed. Dummer, I, pp. 355-81; MGH, Scriptores, XV, pp. 173-90).

Bibl.: F. Lot, Harinfe, Chronique de l'Abbaye de Saint-Ruiner, Parisi 1894 (opera principale); W. Wattenbach, Deutschland Geschichtsquellen in Mittelalter, I, 2a ed., Stoccarda 1904, pp. 191-98; M. Manitius, Gesch. der lat. Liter. des Mittelalt., I, Monaco 1911, pp. 543-47.