ANGILRAMNO. - Abate benedettino di Sens; vescovo di Metz dal 768. Il suo ufficio pastorale non impedì a Carlomagno di trattenerlo presso di sé, nominandolo cappellano di corte. Più tardi, lo stesso sovrano gli conferiva l'abbazia di Chiemsee in Baviera con un atto nel quale lo gratificava del titolo di arcivescovo (788). Morì durante una delle campagne di Carlomagno contro gli Avari, il 23 o il 26 ott. 791.
Il suo nome è legato ad una collezione di testi giuridici che è conosciuta appunto sotto il titolo di Capitula Angilramni.
Secondo alcuni manoscritti, la collezione sarebbe stata portata a Roma e presentata a papa Adriano I dallo stesso A.; secondo altri - e sono la maggior parte - fu, invece, il Pontefice che consegnò la collezione ad A. mentre si trovava a Roma. La versione di accogliersi è indubbiamente quest'ultima: le norme contenute nella collezione dovevano, nell'intenzione dei suoi autori, servire a uno scopo di riforma per il quale era richiesta l'autorità del Pontefice di Roma, e non poteva bastare quella del vescovo di Metz. Del resto alcuni antichi canonisti, come Incamor di Reims e anche Graziano (c. 6, C. VI, qu. 1; c. 11, C. XXV, qu. 1) designano la raccolta col titolo di Capitula Hadriani.
Di questa collezione, tuttavia, né papa Adriano, né A. furono autori, ma un ignoto o più ignoti. Il luogo di origine è la Francia (forse Le Mans), e l'epoca circa la metà del sec. IX. Ha un solido fondamento l'opinione che attribuisce quest'opera ai compilatori pseudo-isidoriani. Uno degli intenti precipiti di costoro era la difesa della dignità dei vescovi e del clero dalle false accuse, specialmente dei laici; e il mezzo più efficace per raggiungerlo era riservare le cause dei chierici ai tribunali ecclesiastici e stabilire una procedura regolare. È questo precisamente il fine dei Capitula Angilramni, che costituiscono una piccola collezione di diritto processuale. La raccolta consta di 71 capitoli - secondo alcuni manoscritti di 72 - di estensione ineguale. Le fonti di essa sono principalmente: il Codice Teodoliano (non direttamente, ma mediante l'Epitome Parigina e l'Epitome di Egidio); il Breviario di Alarizio; le collezioni Dionisio-Adriana e Ispana; il Constitutum Sylvestri. La collezione è disposta secondo l'ordine delle fonti. L'ordine e le fonti sono identici a quelli dello pseudo-Isidoro, col quale i Capitula Angilramni si trovano generalmente congiunti nei manoscritti.
Ediz. critica: Decretales pseudoisidorianae et Capitula Angilramni, ed. P. Hinschius, Lipsia 1863, pp. 757-69.