Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Protestantesimo

ANGLO-CATTOLICI

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Noto anche come: inglese: Anglo-Catholic, Anglo-Catholic movement, Anglo-Catholicism

ANGLO-CATTOLICI. - Sotto questa denominazione si intendono compresi quei membri della chiesa anglicana che, pur senza formare parte della Chiesa cattolica romana, e senza distaccarsi ufficialmente dalla loro Chiesa, intendono ritornare agli usi ed alle pratiche dell'antica Chiesa inglese di prima della Riforma. Eredi ed epigoni del « Movimento di Oxford » della prima metà dell'Ottocento che creò il ritualismo, oggi essi mirano alla rinascita, nel senso dell'anglicanesimo, della fede nella presenza reale e nel sacrificio eucaristico, della confessione, del celibato e dell'ideale ascetico e monastico.

Da quando, nel 1850, il vicario anglicano W. J. E. Bennet cominciò ad attirare su di sé l'attenzione per certe sue innovazioni ritualistiche, quali l'uso di candele sull'altare e della croce, fino ad oggi, si sono fatti passi da gigante in siffatta direzione, dagli avversari - costituitisi in « Associazione Ecclesiastica » (Church Association), appunto allo scopo di opporsi a tali innovazioni - qualificata « papists », « ultra rubricists », « romanists », « abusiva » o « romanamente aggressiva ». Nonostante ogni opposizione larvata ed aperta, e persino legale, gli a.-c. a poco a poco accolsero l'incenso, le vesti e i libri liturgici, i pannilini d'altare, i calici, le patene, i paliotti, i candelieri, l'uso del « collare romano » e dell'ostia invece del pane comune, l'uso per cui il consacrante, nell'atto della consacrazione, volge le spalle al popolo, le abluzioni, il canto dell'Agnus Dei, l'uso della consacrazione dell'Eucaristia, la Messa dei presantificati, la processione del Corpus Domini col Sacramento, la celebrazione eucaristica anche se non ci sono fedeli da comunicare, l'adozione d'inni invocanti Maria e i santi, l'osservanza della festa dell'Assunta e del Sacro Cuore, la pratica del rosario, quella della benedizione, l'uso del latino, almeno per il canone della Messa, e, in numero ancora di minoranza, persino la credenza nell'infallibilità papale. Occorre qui ricordare che gli a.-c. si suddividono in moderati ed in estremisti.

Nel 1901, in 1525 chiese delle sole due diocesi anglicane di York e di Canterbury, si adoperavano vesti liturgiche, e tale uso può dirsi costante e normale nelle chiese private e nello cappello delle sempre più crescenti comunità monastiche, anglicane di nome, ma adottanti le regole dei più insigni Ordini della cattolicità. Finora nulla ha potuto trattenere questi a.-c. dal porre in atto il loro proposito di adozione di quasi tutte le pratiche esterne e, per quanto è possibile, anche dello spirito del cattolicesimo: né le minacce del regolamento disciplinare ecclesiastico (Church Discipline Bill) del 1899, né le persecuzioni giudiziarie dell'atto regolante il culto pubblico (Public Worship Regulation Act). Nemmeno i vescovi anglicani sono riusciti ad arrestare la tendenza di tanti ecclesiastici e laici miranti verso Roma. Lord Halifax, quanto a tale autorità dell'episcopato anglicano, disse d'essere disposto a sottomettersi se essa si esercita in virtù del potere apostolico e non come interprete di un atto parlamentare o d'una decisione di Corte di giustizia. Il dr. Wace, decano di Canterbury, propose il criterio dell'appello ai primi sei secoli della Chiesa. Non ancora paghi di ciò, gli a.-c. reclamano per sé la continuità della Chiesa del sec. XX con quella che ha immediatamente preceduto la riforma del sec. XVI. E se qualcuno minaccia di rimuoverli, con rinnovata persecuzione o con coercizione, essi accennano al loro ritiro da quella che è la Chiesa stabilita anglicana, cioè da quell'istituto che fu paragonato a un «vecchio bastimento, il quale dura al solo patto di non essere toccato».

Il dotto gesuita H. Thurston ritiene che la «forza reale ed il segreto del costante aumento di tali ritualisti consiste nella loro dottrina sacramentale, nella vera devozione e nel sacrificio personale».

Bibliografia3 opere
BIBL.: P. Thureau-Dangin, La Renaissance Catholique en Angleterre au XIXe siècle, 3e parte, Parigi 1906; Waire Cornish, Hist. of the English Church in the 19th Century, 2e parte, Londra 1910; R. H. Benson, Non-Catholic Denominations, ivi 1910.

Piero Chiminelli

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Di Piero Chiminelli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1278–1279.

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Chiminelli, Piero. “Anglo-Cattolici.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1278–1279. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/anglo-cattolici.

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Chiminelli, Piero. “Anglo-Cattolici.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1278–1279. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/anglo-cattolici.

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