ANIANO DI CELEDA

ANIANO di CELEDA. - Il diacono A. di Celeda (località ignota) fu uno dei più accaniti difensori del- l'eresia pelagiana. Avendo s. Girolamo in una sua let- tera (Epist. 133) messo in relazione l'eresia di Pela- gio con le dottrine di Mani, di Priscilliano, di Giovi- niano, di Rufino, di Evagrio Pontico, A. scrisse (tra il 418 e il 420) in confutazione di tale opinione. La sua opera è andata perduta. Con A. di Celeda si suole iden- tificare l'Aniano traduttore di varie omelie del Cris- stomo. La traduzione è in prosa ritmica e A. si rivela un esperto conoscitore delle due lingue. Il suo latino, dati i tempi, è corretto ed anche ornato. È probabile che Pelagio si sia servito di A. nella compilazione delle sue opere, perché si notano alcune affinità linguistiche tra i due autori. Un saggio dello stile originale di A. si ha nelle lettere al prete Evangelio e al vescovo Oronzio preposte alle traduzioni delle omelie del Crisostomo.

BIBL.: Le omelie del Crisostomo tradotte sono : le sette De laudibus s. Pauli (PG 50, 471-514); le prime 25 sul Vangelo di Matteo (PG 58, 975-1058); i si trova la traduzione di solo sette omelie; per le altre bisogna consultare le antiche edizioni Cf. G. Mercati, Note di letteratura biblica e cristiana antica (Studi e Testi, 5). Roma 1901, pp. 140-44; e l'omelia Ad neophytos di cui restano in greco solo frammenti. Vedi S. Haidacher, Eue unbeachtete Rede hl. Chrysostomus an Neugetaufte, in Zeitschrift für kath. Theologie, 28 (1904), pp. 168-77. È stato pure attribuito fra l'altro ad A. l'omelia De muliere Chanaanae che si trova tra le opere di Lorenzo il Melillino (PG 56, 105-116), la quale è una traduzione dal Crisostomo, e la versione del De compunctione dello stesso Crisostomo. Cf. Ch. Baur, L'antike litteraire de S. Chrysostome dans le monde latin, in Revue d'histoire ecclési. 8 (1907), pp. 253-71; P. Courcelle, Les lettres grecques au Occident (Bibliothèque des écoles fr. d'Artères et de Rome, 190), Parigi 1943, pp. 134-91.