ANIANO di CELEDA. - Il diacono A. di Celeda (località ignota) fu uno dei più accaniti difensori dell'eresia pelagiana. Avendo s. Girolamo in una sua lettera (Epist. 133) messo in relazione l'eresia di Pelagio con le dottrine di Mani, di Priscilliano, di Gioviniano, di Rufino, di Evagrio Pontico, A. scrisse (tra il 418 e il 420) in confutazione di tale opinione. La sua opera è andata perduta. Con A. di Celeda si suole identificare l'Aniano traduttore di varie omelie del Crisostomo. La traduzione è in prosa ritmica e A. si rivela un esperto conoscitore delle due lingue. Il suo latino, dati i tempi, è corretto ed anche ornato. È probabile che Pelagio si sia servito di A. nella compilazione delle sue opere, perché si notano alcune affinità linguistiche tra i due autori. Un saggio dello stile originale di A. si ha nelle lettere al prete Evangelo e al vescovo Oronzio preposte alle traduzioni delle omelie del Crisostomo.
Bibliografia4 opere
Francesco di Capua