ANNI BALDI (ANNIBALDESCHI) della MOLARA, ANNI BALDO degli. - Nipote del card. Riccardo, n. a Roma, m. ad Orvieto nell'anno 1272. Entrò molto giovane nell'Ordine dei Predicatori a S. Sabina. Fu inviato ben presto a Parigi per perfezionarsi negli studi e qui lesse pubblicamente le Sentenze ed ebbe, sembra sotto s. Tommaso d'Aquino, il titolo di baccellere. Tornato in patria insegnò con grande successo. Fu eletto Maestro del Sacro Palazzo e da Urbano IV creato cardinale del titolo dei Dodici Apostoli, nel 1262-63. Ebbe l'incarico di trattare affari molto importanti della Chiesa e fece parte dell'ambasceria inviata da Clemente IV a Carlo I per conferirgli l'investitura del regno di Napoli e di Sicilia e per esigerne il giuramento come vassallo della Chiesa (1265). Fu amico di Pietro di Tarantasia (papa Innocenzo V), di S. Alberto Magno e particolarmente di s. Tommaso d'Aquino che gli dedicò la seconda parte della sua Catena Aurea, dopo la morte di Urbano IV a cui aveva dedicato la prima.
Di A. rimangono due opere: Quodlibeta e In quattro libros Sententiarum. Quest'ultima è la stessa che è stata per lungo tempo attribuita a s. Tommaso col titolo: Scriptum secundum in Sententias ad Hannibalidum, e che fu pubblicata la prima volta a Basilea nel 1492 con i tipi di Nicola Kessler. La dedica « ad Hannibalidum » ha influito sulla falsa attribuzione, ma il dedicatario sarebbe, invece, lo zio dello scrittore stesso, Riccardo.