ANQUETIL DUPERRON, ABRAHAM-HYACINTHE

ANQUETIL DUPERRON, ABRAHAM-HYACINTHE. - Orientalista, n. a Parigi il 7 dic. 1731, ivi m. il 17 genn. 1805. Appassionato per l'antica Persia, volle conoscere lingua e religione, e si propose, per conseguire tale scopo, di mettersi in contatto con i moderni seguaci di Zoroastro, i parsi dell'India. Si arruolò in un corpo di spedizione e sbarcò a Pondichery nel 1755, e tre anni dopo nel 1758 riuscì a stabilirsi a Surate, dove ebbe contatto e rapporti con i parsi. Un parsi, Darab, gli fece da maestro della lingua religiosa antica e gli diede conoscenza del culto antico: lo agevolò inoltre nella ricerca e nell'acquisto di antichi manoscritti. Al suo ritorno a Parigi (1762) portò così 180 manoscritti, tra cui due dell'Avesta. Con le conoscenze acquisite in India, sia della lingua sia della religione, come anche degli usi e costumi della comunità parsi, si pose al lavoro, e nel 1771 poté pubblicare la sua opera fondamentale, una traduzione in francese dell'Avesta con commentario. La novità della cosa e delle notizie riempì di stupore il mondo dei dotti, ma anche di una certa diffidenza, non sempre giustificata. Fu peraltro l'inizio degli studi iranici, e invogliò non pochi a proseguire nella via aperta dalla sua opera: Zend Avesta, ouvrage de Zoroastre, 3 voll., Parigi 1771.

Fu dal 1763 membro dell'Académie des Inscriptions et Belles-Lettres; ma nel 1793 ne fu escluso a causa delle sue idee contrarie alla Rivoluzione; richiamato nel 1803 declinò l'onore e rinunziò alla pensione, che volle destinarli Napoleone, come aveva rinunziato a quella di Luigi XVI.

Bibl.: D. Menant, A. D. d. Surate (Ann. Musée Guimet, Bibl. de vulgarisation, 20) Parigi 1906. Giuseppe Messina.