ANSALDI

ANSALDI. - Appartennero a questa famiglia: 1) CASTO INNOCENZO - Teologo, eseguta e storico domenicano, uno dei maggiori eruditi del suo tempo, n. a Piacenza il 7 maggio 1710, m. a Torino ai primi di maggio del 1780.

Entrato tra i Domenicani a Brescia nel 1726, studiò a Milano, Bosco (Alessandria), Bologna, Genova, Roma. Insegno, divenuto sacerdote (1734), per tutta la vita filosofa, teologia, esegesi biblica ed ebraico nelle scuole dell'Ordine (Napoli, Brescia) e soprattutto nelle Università di Napoli (1735-38), di Ferrara (1750-56), di Torino per oltre 20 anni (dal 1757 alla morte). Avverso alla scolastica, fu in dissidio col suo Ordine, con cui si riconcilì nel 1744 per opera del card. A. M. Querini e di Benedetto XIV. Fu in relazione con ecclesiastici romani filo-giansenisti; interessante per conoscere le tendenze riformistiche del tempo e la sua nutrita corrispondenza con mons. G. G. Bottari dal 1754 in poi (inedita: fondo della bibl. Corsiniana, Roma).

La produzione letteraria di A. è vastissima e ricca d'erudizione; mira a confutare il filosofismo contemporaneo con la retta critica storica ed archeologica.

Primeggiano tra le sue opere sul Vecchio Testamento: *Patriarchae Iosephi Aegypti* *olim Proregis religio* (contro J. Basnage che in *Antiquités hérautiques*, 1713, accusava Giuseppe d'ambizione e superstizione), Napoli 1738, Venezia 1741 (col titolo *De Veteri Aegyptiorum idololatria ac mo-nibus*), Brescia 1747, ove utilizza l'egittologia del tempo; *De freuui Indaeorum buccina*, Brescia 1745 (e nel t. XXVII del *Thesaurus Antiq. sacrarum* di B. Ugolini, Venezia 1763); *De futuro saeculo ab Hebraeis ante capititatem cognito* (contro Jean Le Clerc che negava fosse insegnata l'immortalità nel Vecchio Testamento), Milano 1748.

Sul Nuovo Testamento: *I-rodiani infanticidi vindiciae* (contro Gius. Scallagero), con aggiunto il sagace studio critico *De luco Iohannis* (t. 13) *aliter atque habet Vulgata a non-nullis Patribus lecto*, Brescia 1746, in cui afferma la necessità della teologia positiva; vi fece seguire (contro il prete bresciano Pietro Barzani che negava autorità alle citazioni bibliche dei Padri) i dotti *De authenticis SS. Scip-turarum apud SS. Patres lectionibus II. duo*, Verona 1747, Brescia 1749; *De baptismate in Spiritu S. et igni commentarius saec. filologico-criticus*, Milano 1752.

Sulla storia della Chiesa primitiva: *De causis inopiae veterum monumentorum pro copia martyrum digno-scenda*, Milano 1740, e *De martyribus sine sanguine*, ivi 1744; risposte a Henry Dodwell che propugnava l'esiguo numero di martiri e screditava i martirologi; *Multitudo maxima eorum qui prioribus Ecclesiae saeculis christianam religionem professi sunt* (contro l'opera di David Clarkson, Londra 1688), Torino 1772.

Sull'etica: *De principiorum legis naturalis traditione II. tres* (propugna, per primo, la tesi del tradizionalismo), Milano 1742; *Vindiciae Maupertuisianae*, Venezia 1754, in cui col Maupertuis sostiene che lo stoicismo non ebbe un sistema morale coerente, e suscitò una lunga controversia con Fr. M. Zanotti ed altri; *Saggio intorno alle immagina-zioni e alle rappresentazioni della felicità somma*, Torino 1775; *Riflessioni sopra i mezzi di perfezionare la filosofia morale*, ivi 1778.

Sulla teologia: *Della necessità e verità della religione naturale e rivelata*, Venezia 1755; *Della speranza e della consolazione di rivedere i cari nostri nell'altra vita*, Torino 1772, Bassano 1778; *Praelectiones theologicae de re sacra-mentaria*, Venezia 1792 (ristampate nelle *Praelect. theol.* di P. M. Gazzaniga, XI-XII, Venezia 1797).

A. fu anche un precursore dello studio delle religioni antiche (*De diis multarum gentium Romam evocatis*, Brescia 1743, Venezia 1753, 1761, Oxford 1765; *De sacro et pu-lico apud ethinies tabulorum pictarum cultu*, Venezia 1753, ed. accresciuta Torino 1768), particolarmente dei misteri pagani (*De Theurgia deque theurgicis ethicorum mysteriis a divo Paulo memorati*, Milano 1761).

2) Carlo Agostino – Fratello del precedente, n. a Piacenza il 23 sett. 1711, m. dopo il 1762, anch'esso domenicano, si distinse come predicatore. Pubblicò alcuni discorsi e panegirici, e traduzioni in versi italiani del poema *De ingratis* di s. Prospero d'Aquitania (Venezia 1753; altra traduzione di F. Anfossi, ivi 1802) e del *Contra Symmachum* di Prudenzio (ivi 1754).

3) Pietro Tommaso – Contemporaneo dei due fratelli succitati, prevosto della cattedrale di S. Miniato, è degno di menzione per l'erudita opera apologetica *De Divinitate D. N. I. Christi*, Firenze 1754.

Bibl.: F. A. Zaccaria, *Storia letteraria d'Italia*, I, 2a ed., Venezia 1750, pp. 38-41; V. ivi 1753, pp. 328-338; VIII. Modena 1755, pp. 242-46; X. ivi 1756, pp. 160-181; e XIII. ivi 1758, pp. 139-48 (sulla controversia intorno alle *Vindiciae Maupertuisianae*); Hurter, V. coll. 71-76; R. Coulon, s. V. in DHG. III, coll. 424-26; E. Dammig, *Il movimento gian-senista a Roma nella 2a metà del sec. XVII* (Studi e Testi, n. 110), Città d. Vaticano 1045, pp. 242; 305-306.

Antonino Romeo