ANSELMO DA BESATE, DETTO IL PERIPATETICO

ANSELMO da BESATE, detto il PERIPATETICO. — Maestro vagante del sec. XI, uno dei primi rappre- sentanti della dialettica risorgente nella prima scola- stica. Della sua vita si sa soltanto ch'era di nobile famiglia di Besate (Pavi); che apparteneva al clero milanese; ch'ebbe come maestri nelle arti liberali Drogone di Parma e Sischmo di Reggio Emilia; che percorse l'Italia, la Borgogna, la Germania meridionale spingendosi fino a Magonza e a Bamberg; ovunque facendo pompa della sua arte dilettistica ed afferman- done le mirabili capacità dimostrative anche nei ri- guardi delle verità della fede.

Il suo insegnamento ci è pervenuto in una curiosa operetta tra logica e polemico-autobiografica, dal titolo Rhetorimachia, dedicata dapprima al suo maestro Drogone, poi all'imperatore Enrico II, sotto il cui successore ebbe la carica di cappellano di corte. In tale opera, con uno stile contorto ed ampolloso, sviluppa la teoria ciceroniana dell'importanza fondamentale della retorica, ostenta la sua erudizione nelle arti del trivio ed in particolare discute l'applicabilità del principio logico di contraddizione anche nella sfera delle dottrine dogmatiche. Le fonti della sua dialettica sono quelle stesse dei dotti suoi contemporanei, quali Gerberto d'Aurillac (papa Silvestro II) e Fulberto, fondatore della scuola di Chartres, cioè l'Isagoge di Por- frio, gli scritti aristotelici sulle categorie e il De interpre- tatione, infine i trattati di logica di Severino Boezio.

Rispetto agli altri dialettici del tempo (detti an- che « filosofi », « sofisti », « peripatetici » in senso più o meno ironico e dispregiativo), i quali, come gli an- tichi sofisti della Grecia, percorrevano i loro paesi dando prove del proprio valore razionativo ed affer- mandone il carattere di norma esclusiva e suprema di conoscenza anche nelle cose della fede, quindi anche al di sopra della S. Scrittura e dei Padri, si carattere- rizza per una certa sua misura, pur nell'unità reale rilievo ch'egli dà alla dialettica. Comunque, anche con- tro di lui, confuso coi « sofisti » dell'epoca, di cui il più rappresentativo è Berengario di Tours, fu di- retta la vivace reazione degli spiriti conservatori an- tidiastici », particolarmente di s. Pier Damiani.

BIBL.: W. Giesebrecht, De litterarum studiis apud Italos primi M. Ae. saeculis, Berlino 1845; E. Dummler, A. der Peri- patetiker (con l'ed. critica della Rhetorimachia), Halle 1872; J. A. Endres, Die Dialektiker und ihre Gegner im XI. Jahrhundert, in Philos. Jahrbuch, 26 (1913), pp. 85-93; id., Forschungen z. Geschichte der frühmittelalterlichen Philosophie, Monaco 1915; M. Manilius, Geschichte der lateinischen Literatur des Mittelalters, II, Monaco 1923, pp. 640, 708-15; Fr. Ueberweg-B. Geyer, Grundriss der Geschichte der Philosophie, II, 112 ed., Berlino 1928, pp. 181, 185-86.