ANTIFONE O

ANTIFONE O. - Il 17 dic. nella liturgia romana incomincia al Magnificat una serie di anfiteiose speciali. In preparazione alla festa di Natale. Si chiamano Antiphona e Maiores, per ragione della particolare solennità con cui vengono cantate, oppure Antiphona e O, perché tutte cominciano con questa interiezione. Oggi sono sette, ma questo numero non è stato sempre costante. Nel medioevo arrivavano a nove in alcune chiese, e altrove fino a dodici. Una di esse, non più in uso, era diretta alla Vergine: O Virgo virginum, un'altra all'arcangelo Gabriele: O Gabriel, una terza all'apostolo s. Tommaso: O Thomas Didyme, la cui festa cade appunto in queste ferie. Le altre, meno frequenti anche nel medioevo, erano: O Rex pacifice, O Mundi Domina, e, a mo' di apostrofe alla città santa: O Hierusalem! Per lo più erano cantate al Magnificat durante i vespri, ma in alcune parti si eseguivano al Benedictus. Il gruppo primitivo pare fosse composto solo delle sette a. attuali, mentre le altre sarebbero un'aggiunta posteriore.

Precisare l'origine di queste a. non è possibile: certo risalgono a tempi molto remoti. I documenti più antichi che ce le fanno conoscere, sono il responsoriale (a. metà sec. IX), pubblicato dai PP. Maurini tra le opere di s. Gregorio Magno (PL 78, 732-33), e alcuni antifonari romani, posteriori, editi dal card. G. M. Tommasi (Opera omnia, IV, ed. Vezzosi, Roma 1749, pp. 1-360). Sono ricordate anche da Amalario, Bernone di Reichenau, Onorio d'Autun, Durando, ecc. Amalario di Metz (780-850) afferma esplicitamente che sono d'origine romana e che furono introdotte in Gallia nel secolo a. lui precedente. Si può dunque ritenere che ebbero origine nel sec. VII-VIII, forse anche poco dopo la morte di s. Gregorio Magno (604). Esse aprono la settimana di preparazione immediata al Natale, che ha una particolare importanza liturgica. Queste ultime ferie, infatti, dal 17 al 25 dic. formano come il nocciolo dell'Avvento, e probabilmente presentano anche il primitivo nucleo di questo tempo, perché già uno dei primi documenti che possediamo sull'Avvento, il Concilio di Saragozza del 380, ha delle prescrizioni speciali per il tempo che va dal 17 dic. al 6 genn. E facile comprendere quindi come queste ferie si siano arricchite di pezzi liturgici speciali. L'autore si ispira quasi sempre alla Sacra Scrittura, ma sceglie e unisce i testi con molta libertà. Tutte e sette le a. si indirizzano al Messia, che viene invocato con gli epiteti più belli ed i simboli più espressivi. Ognuna si chiude con venti, grido ardente quasi accorato, seguito da una domanda in relazione ai titoli attribuiti a Cristo.

Il canto di queste a. è stato ritenuto sempre solenne e spesso fu accompagnato da cerimonie particolari e da grande pompa esterna. Gli usi però variano da luogo a luogo. Si sa, ad es., che nel sec. XI i fedeli accorrevano in folla ad ascoltarle. Oggi sono quasi del tutto ignorate dal popolo. Le rubriche le considerano ancora solenni, perché prescrivono che si cantino sempre in piedi anche dai canonici, ed eseguite per intero, prima e dopo il Magnificat. Per nessuna ragione possono essere omesse, ma devono essere cantate tutte, e ognuna al giorno stabilito.

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Antille - Le Grandi A. I. Ferrovie: 2. Confini di circoscrizione ceclesiastica.

un enorme passo in avanti rispetto all'edizione medicea. Più accurato e aggiornato sotto l'aspetto critico è l'Antiphonaie Monasticum, pubblicato nel 1934 a cura dei monaci Solesmensi. V. Corale e Notazione Musicale.

Caratteristica è la melodia di cui sono rivestite, di buona fattura gregoriana, il che indica anche la loro discreta antichità. È il secondo modo, eguale per tutte, pur con le differenze imposte dalla diversità dei testi. Vi si nota un sentimento di desiderio intenso verso il Messia, che si armonizza molto bene col senso delle parole.

Bibl.: Amalario di Metz, *Liber de ordine Antiphonarii*, cap. 13; Durando di Mende, *Rationale divinorum officiorum*, VI, cap. 2, 5; P. Guicanger, *L'Année liturgique*, I, Parigi 1878, pp. 526-530; H. Leclercq, s. V. in *DACL*, XII, coll. 1817-19; *Les Grandes Antiennes*, in *Le Messager des Fidèles*, Marécoussou 1886, pp. 512-16; L. Bauduin, *Notre pitié pendant l'Avent*, Mont César 1919, pp. 90-97.

Pelagio Visentin