ANTONIO DI AVERARA (DE AVERARIA)

ANTONIO di AVERARA (De Averaria). - Predicatore carmelitano, n. ad Averara (Bergamo), m. a Ferrara nel 1523.

Entrato fra i Carmelitani della congregazione di Mantova, a Ferrara nel 1473, ebbe maestro negli studi il beato Battista Spagnoli. Laureatosi in teologia, fu poi regente degli studi, più volte priore (Bergamo 1490, Brescia 1495, 1504, Milano 1509, Ferrara 1502), definitore, vicario generale della congregazione mantovana (1511, 1517). Si distinse sui pulpiti; nei conventi mantenuti con zelo l'osservanza. Pubblicò De virtutibus, sermones quinquaginta (Milano 1509); suoi trattati filosofici, ascetici, e carmina, rimasero inediti.

Bim.: C. M. Felina, Musaeum Mantuanae Congregationis, Bologna 1601, p. 130; C. Vagh, Commentaria Congr. Mantuanae, Parma 1725, pp. 116, 119, 307; F. Argelati, Bibl. Scriptor. Mediolanensium, III, Milano 1745, p. 108.

Antonio di Bittonto. - Famoso teologo e predicatore francescano, m. il 25 sett. 1459 ad Atella in Puglia, dove era stato vicario provinciale degli Osservanti. Insegno dal 1440 teologia nei conventi di Ferrara, Bologna, Mantova. Da Callisto III fu, nel 1454, mandato a predicare la crociata contro i Turchi. Mentre predicava la Quaresima a Napoli nel 1453, incorse nello sdegno di Lorenzo Valla (cf. Antidotum in Poggium, I, VI). Per il suo Commento alle Sentenze del Lombardo (Venezia 1494; più volte ristampato) fu da Niccolò V solennemente creato maestro di teologia.

Le altre sue opere sono eco della sua attivissima predicazione (l'edizione ne fu in gran parte curata dal suo confratello Filippo di Rothingen): Sermones in omnes epistolas quadragesimales (Venezia 1496); Sermones quadragesimales de vitiis (ivi 1499); Expositio mystica evangeliorum dominicalium (ivi 1496); Sermones Dominicales (ivi 1492, Strasburgo 1495 sg.); Quaestiones scholasticae theologicae in Epistolas et Evangelia totius anni, tam de tempore quam de sanctis, pubblicate insieme alla Postilla di Nicola Li-rano (Ferrara 1490). Gli altri suoi scritti sono rimasti inediti: Summa casuum conscientiae, forse identico al suo Speculum animae; Sermones super epistolas dominicales per totum annum; De Privilegiis Sanctorum; B. Bernardini Senensis Sermones breviores facti. Compose anche, in volgare, alcuni poemetti religiosi, come Credo in Dio sommo Creatore.

Bim.: Mazzuchelli, II, II, p. 1287; C. Villani, Scrittori ed artisti pulgini, Trani 1904, p. 56 ss.; J. H. Sbaralea, Supplementum ad Script. Ord. Min., I. Roma 1908, p. 73 ss.; M. Bihl, s. V. in DHG, III, col. 762 ss.; D. Scaramuzzi, Il pensiero di Giovanni Duns Scoto nel Mezzogiorno d'Italia, Roma 1927, pp. 100-102; id., Un sermone inedito su s. Antonio da Padova di Fr. A. da B., in Studi Francescani, 3° serie, 4 (1932), pp. 506-10. - Per i poemetti: C. e L. Frati, Indice delle carte di Pietro Bilancioni, I, Bologna 1893, p. 109.

Antonio di Butrico. - Celebre canonista laico, n. ca. il 1338 a Bologna, m. ivi il 4 ott. 1408. Studiò diritto civile alla scuola di Pietro d'Ancarano, conseguendo il dottorato nel 1384; nel 1387 ebbe il dottorato anche in diritto canonico. Salvo poche interruzioni, dal 1391 fino alla morte insegnò in Bologna. Uomo eminente per dottrina e virtù, fu carissimo a Gregorio XII, dal quale venne inviato presso l'antipapa Benedetto XIII per tentar di comporre lo scisma occidentale. Le sue opere di diritto canonico, sebbene da alcuni giudicate alquanto disordinate, furono molto apprezzate. Ricordiamo: Commentaria in quinque Libros Decretalium (Roma 1473, Milano 1488); Commentaria in Sextum (Venezia 1499); Consilia (Roma 1472). Alberto Scola