ANUBI (egiz. inp.vo « sciacallo »). - È lo sciacallo, spesso confuso con il bellicoso lupo d'Asjut, che i Greci credettero un cane, donde il nome di Kynopolis dato alla città di Kase (l'odierna el-Qeis) sacra al suo culto, metropoli del 17° nomo. È raffigurato coricato in atteggiamento di riposo. Il dio viene pure adorato in Eliopoli e in Asjut; a Rifa ha il titolo di « signore dell'apertura della grotta ». È dio dei morti; i Greci lo assimilarono a Ermete Psicopompo ed ebbe il nome di Ermanūbi. Fu preposto ad alcune necropoli, ma il suo culto si diffuse poi per tutto l'Egitto. Quando si formò il mito osiriano, entrò a farne parte come colui che imbalsamò il cadavere di Osiride. Nel giudizio dei morti pesa i cuori sulla bilancia. È detto a volte fratello di Osiride, a volte suo figlio e figlio di Rie (Rā) o di Sēth. È lui che col suo fiuto ha aiutato Iside a ritrovare il corpo di Osiride e gli ha dato imbalsamazione impedendone così la distruzione: perciò le anime pregano A. di prendersi cura dei loro corpi.
ANUBI (EGIZ. INP.VO « SCIACALLO »)
BIBL.: A. Erman, Die ägyptische Religion, Berlino 1905 (trad. ital. Pellegrini, Bergamo 1908). Ernesta Bacchi
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“ANUBI (EGIZ. INP.VO « SCIACALLO »).” Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), p. 950. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/anubi-egiz-inp-vo-sciacallo.