APOLLONIO il SENATORE, santo, martire. - Messo a morte nel 185 ca., senatore romano secondo s. Girolamo, mentre Eusebio ne fa un uomo noto tra i cristiani dell'Urbe per la sua scienza e filosofia. Denunciato da un individuo istigato dal demonio - s. Girolamo dice ch'era un suo servo - A. fu tradotto innanzi a Perennio, prefetto del pretorio (180-85). Questi l'invitò a giustificarsi davanti al senato, il che A. fece pronunciando una brillante difesa della sua fede; ma il senato rimase irremovibile e lo condannò a morte.
Eusebio aveva pubblicato tutto l'incartamento giudiziario relativo ad A. nella sua raccolta degli Atti degli antichi martiri, oggi purtroppo perduta. Parte degli Atti di A. ci sono però noti attraverso una redazione greca e una
versione armena, che rappresentano due fasi del rimaneggiamento degli Atti primitivi. In genere il testo greco è migliore, ma tutto il contenuto è attribuito arbitrariamente dal rimaneggiatore al personaggio apostolico, Apollo; interessantissimo il dialogo tra Perennio e A., il quale difende la sua fede con profonda convinzione e con spigliatezza priva di retorica. Questa redazione degli Atti di A. è passata ora nella raccolta degli Atti autentici dei martiri. Il giorno di morte di A., secondo l'attuale redazione dei suoi Atti, sarebbe il 21 apr. Floro gli ha assegnato il 18 apr., data tuttora conservata dal Martirologio romano, in seguito ad una confusione col martire Apollonio, compagno di S. Valentino, ricordato in tale giorno dal Martirologio geronimiano.