ARNALDO (ARNOLDO, ERNALDO), ABATE DI BONNEVAL

ARNALDO (ARNOLDO, ERNALDO), abate di Bonneval. - Amico e biografo di s. Bernardo. La sua vita è poco nota. Era monaco a Marmoutier quando, dopo il 1138, fu eletto abate del monastero benedettino di Bonneval (Bona Vallis), in diocesi di Chartres: ond'è chiamato anche A. di Chartres. Quivi soffrì varie contrarietà, per cui si recò a Roma, dove il Papa riconobbe la sua innocenza. Godette la stima e l'amicizia di s. Bernardo, con cui fu in corrispondenza (cf. s. Bernardo, Ep. 310: PL 182, 514), e di cui imitò il metodo esegetico. Morì dopo il 1156. Il Menologio cistercense lo commemora il 6 febbr., elogiandolo come «vir doctrina pariter et pietate celebris».

I suoi scritti hanno importanza esegética e ascetica: 1) De operibus sexu dierum o Hexaemero, di cui l'esemplare nella bibl. Naz. di Parigi (ms. lat. 1925) ha per titolo Paradisus animae: vi si citano s. Ambrogio e s. Basilio. Il suo primo editore, Denis Perronet, lo definì una «fulgida gemma». 2) Commentarius in Ps. CXXXII: 5 omelie, modello di pietà e di dolce eloquenza. 3) Expositio super Isaiam, inedito (ms. 923 della bibl. di Troyes): è un compendio del commento di Girolamo. 4) De cardinalibus operibus Christi, già attribuito a s. Cipriano (cf. J. Huby, Une exigée faussement attribuée à s. Cyprien in Biblica, 14 [1933], p. 96): 12 discorsi sui misteri della vita di Gesù Cristo, preceduti da un pio Prologo dedicato al papa Adriano IV, dei quali è interessante il VII (De ablutione pedum) sul simbolismo della lavanda dei piedi, riecheggiante s. Bernardo (cf. A. Malvy, in DThC, IX, col. 34); teoria che s. R. Bellarmino e il Maldonato (In Jo. 13, 7) hanno messo in evidenza come di s. Cipriano (M. J. Lagrange, Ev. Selon s. Jean, 7a ed., Parigi 1947, pp. 349 e 550, gli attribuisce, esagerando, l'efficacia sacramentale). 5) De septem verbis Domini in cruce: «in eis - scrive - sua omnia Christus recapitulat dogmata» (PL 189, 1678). 6) Meditationes (sulla Passione del Signore), già

pubblicate tra gli scritti di Cipriano. 7) De septem donis Spiritus Sancti, in 17 capitoli. 8) De laudibus B. Mariae Virginis, sermone vivace e devoto. 9) Liber secundus della Vita s. Bernardi, scritto su richiesta dei monaci di Chiaravalle, erroneamente dal De Visch attribuito ad altro autore del medesimo nome, che sarebbe stato abate del monastero cistercense di Bonnevaix (Bonavallis) presso Vienne. Secondo il Vacandard, il lavoro denota «une remarquable sagacité».

A. ha i pregi di scrittore delicato, eloquente e pio, dotato di profonda dottrina. Più che esegue, è un misterioso anelante alla scienza e alla vita divina.

BIBL.: Testi: La Vita di s. Bernardo in PL 185, 267-302; excerpta della stessa, ed. critica di C. Waitz, in MGH, Scriptores, XXVI, pp. 99-

109. Gli altri scritti in PL, 189, 1577-1762

PP. Maurini, Hist. Lit. de la France, XII, Parigi 1763, pp. 535-41; L. Bourgain, La Chaire Française au XIIe siècle, 1879, pp. 84-85; E. Vacandard, Vie de s. Bernard, I, 6a ed., 1812, pp. 23-33; J. Leclercq, Les méditations eucharistiques d'A. de B., in Recherches de théol. ancienne et médiéval, 13 (1946), pp. 40-56 (con testi inediti).