ARNALDO DANIELLO (ARNAUTZ DANIEL). - Trovatore provenzale della seconda metà del sec. XII. Da una piccola biografia del tempo, in lingua provenzale, e dai suoi diciotto componimenti poetici, tutti di carattere astratto ed amoroso, si possono desumere soltanto poche notizie: n. a Ribérac nella Dordogna (s'ignora la data); partecipò alla cerimonia dell'incontro nazionale di Filippo Augusto (21 maggio 1181); fu alla corte di Riccardo Cuor di Leone a Poitiers. Cantò «l'amore fino» per donne immaginarie o, comunque, denominate, alla maniera provenzale, col solo *senhal* (vezzoso pseudonimo; letteralmente «segnale»). Fu il massimo esponente del cosiddetto «trobar clus» (parlar chiuso o ermetico), stile poetico comune ad un gruppo di trovatori provenzali, che si compiaceva di un'ingegnosa oscurità dell'espressione, ricca di vividi immagini. Dante ebbe molta stima per A. ed ai suoi giudizi favorevoli è dovuta la fama che il poeta provenzale godette in Italia dal sec. XIV in poi. Dante lo ammirò in particolare quale inventore della sestina e maestro di espedienti tecnici complessi ed elaborati (cf. *De Vulg. Eloq.*, II, 2. 6. 10. 13); nel XXVI canto del *Purgatorio*, dopo averlo esaltato, per bocca di Guido Guinizelli, come il massimo poeta provenzale (vv. 118-19), lo fa parlare nella sua stessa lingua (vv. 140-47). Il Petrarca, nel *Trionfo d'Amore*, IV inizia da A. la serie dei grandi trovatori («Fra tutti il primo Arnaldo Danielo - Gran maestro d'Amor, ch'a la sua terra - Ancor fa onor col suo dir strano e bello») di
ARNALDO DANIELLO (ARNAUTZ DANIEL)
BIBL.: C. Pino, *Nazioni critico-letterarie sulla vita e le opere di A. D. in relazione ad alcuni passi della Divina Commedia*, Castel San Giovanni 1804; *La vita e le opere del trovatore A. D.*, ed. crit. con le note e rimario di I. A. Canella, Halle 1881; G. Rossi, *Le prove dei romanzi*, Bologna 1906; R. Lavaud, *Les poésies d'A. D.*, réédition critique d'après Canello, avec trad. et notes, Tolosa-Périgueux 1910; F. Torraca, in *Bibl. Soc. Dant. Ital.*, 12 (1901), p. 336 sgg.; N. Zingarelli, *Dante, nuova ed.*, Milano 1929, cap. 8.