ASCELLINO (ASSELINO, ANSELMO). - Domenicano, oriundo di Lombardia, noto per l'ambasceria presso i Mongoli, affidatagli da Innocenzo IV. Questi dopo il Concilio di Lione, volle mandare due spedizioni alla conversione dei Tartari: una di Francescani, guidata da Giovanni di Pian de' Carpini, l'altra di Domenicani, sotto la guida di A. Dopo alquanto tempo passato a San Giovanni d'Acri per una migliore preparazione, A., sulla fine del 1246, partì con i suoi compagni, tra i quali Andrea di Longjumeau e Guiscardo di Cremona, pratici del paese, degli usi e costumi degli abitanti; e dopo 59 giorni di viaggio s'incontrò col generale tartaro Batsciù, al quale consegnò il messaggio del Papa. Però non seppe diportarsi con la dovuta accortezza, perché si rifiutò di piegare il ginocchio dinanzi al generale, come esigeva il protocollo, e magnificò esageratamente il potere della S. Sede. Il che lo mise in pericolo della vita. Dopo un soggiorno di nove settimane, durante il quale gli ambasciatori del Papa ebbero a soffrire fame, sete, disagi e insulti da parte di quelle orde ancora selvagge, A. ripartì, apportatore di una risposta arrogante del generale tartaro al Pontefice, a cui ingiungeva di sottomettersi al Gran Khan. A. giunse a Roma per rendere conto della sua missione, verso l'autunno del 1248. Non si sa se dopo sia ritornato tra i Tartari, come vorrebbero alcuni, e vi abbia subito il martirio, o sia invece rimasto in Italia.
ASCELLINO (ASSELINO, ANSELMO)
BIBL.: B. Altaner, Die Dominikanermissionen des 13. Jahrh., Habelschwert 1924, pp. 120-28; F. Pelliot, Les Mongoles et la Papauté, in Revue de l'Orient chrétien, 24 (1924-25) pp. 262-335; G. Soranzo, Il Papato, l'Europa cristiana e i Tartari, Milano 1930, pp. 114-17. Celestino Testore
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“ASCELLINO (ASSELINO, ANSELMO).” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 73. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ascellino-asselino-anselmo.