ASCILEPIADE di GAZA. - Difensore della consunstanziabilità del Verbo, fu avversato dagli ariani, che nel Concilio di Antiochia (330) lo deposero dalla sua sede. Teodorico lo dà come presente al Sinodo di Tiro, con altri pochi accusati dagli ariani di corrompere l'ortodossia. Con s. Atanasio e Marcello d'Ancìa perorò personalmente la sua causa presso papa Giulio, e assistette al Sinodo romano del 341, dal quale fu reintegrato. Forte di questa sentenza, si presentò al Concilio di Sardica del 343, insieme ai due compagni di esilio. Tanto bastò perché gli orientali partecipanti al concilio abbandonassero Sardica. Dopo la loro partenza, A. riuscì a presentare i documenti del suo processo, redatti ad Antiochia, in presenza dei suoi accusatori e di Eusebio di Cesarea; ne risultò la sua intonanza, e fu quindi reintegrato nella sua sede. Fino a quando ci sia rimasto non è chiaro. Nel 346 non era tra i vescovi di Palestina che accolsero s. Atanasio in occasione del suo ritorno ad Alessandria.
ASCILEPIADE DI GAZA
Bibl.: S. Atanasio, Apologia contra Arianos: PG 25, 337; S. Ilario, Fragmenta, II, 6; III, 13; PL 10, 636, 666; Tillemont, VII, Venezia 1732, pp. 35, 95, 105, 108; L. Duchesne, Histoire ancienne de l'Eglise, II, Parigi 1910, pp. 217-20. Mario Scaduto