ASIONGABER (EBR. 'ESJÓN-GÉBHER' = BOSCHETTO DI GÉBHER [NOME DI UOMO?])

ASIONGABER (ebr. 'Esjón-gébher' = boschetto di Gébher [nome di uomo?]). - Città del territorio edomita sul Mar Rosso, al vertice del Golfo Elanitico, Elath (v.) che è l'odierna el-'Aqabah. Ivi nell'esodo si accamparono gli Israeliti (Num. 33, 35; Deut. 2, 8). Salomone vi costruì un porto e una flotta commerciale; Josafat un secolo dopo vi costruì una nuova flotta destinata a Ofir, ma fu distrutta nel porto di A. da una tempesta (I Reg. 9, 26 segg.; 22, 48 seg.; II Par. 8, 17; 9, 21; 20, 35-37). Già sotto Joram (849-842 a. C.) Edom insorto toglie al regno di Giuda (cf. II Reg. 8, 20-22; II Par. 21, 8-10) l'agognato sbocco sul mare. Dopo, la Bibbia non parla più di A., bensì di Elath ripresa a Edom da Ozia (789-38 a. C.).

Fu identificata nel 1934 da F. Frank con Tell el-Heleifi, a 500 m. dall'odierno litorale, a km. 3,5 a N-E di el-'Aqabah. Dal 1938 al 1940 vi sono state condotte tre campagne di scavi, diretti da Nelson Glueck.

Da tali scavi risulta che A. fu fondata come centro industriale e commerciale al tempo di Salomone e fortificata con mura larghe da 2,50 a 3 m. e alte 8 m.; era dotata di impianti metallurgici, specie per la lavorazione del rame. Fu forse distrutta da Sesac (Sošenk) verso il 950 a. C., poi riedificata (A. II) nel sec. IX. Dopo un incendio, fu ricostruita su nuova pianta (A. III) nel sec. VIII, probabilmente da Ozia. Distrutta ancora dal fuoco, risorse (sec. VII) probabilmente per opera degli Edomiti: questo 4° strato (A. IV) durò fino al periodo persiano o ellenistico (sec. V o IV a. C.).

BIBL.: F. Frank, Aus der Araba I, in Zeitschr. des deutschen Palästina-Vereins, 57 (1934), pp. 191-280; F. Sellin, Zur Lage

ASINO -

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(Int. Pont. Comm. Arch. Sacra)
Anno - Ingresso di Cristo a Gerusalemme. Particolare del sarcofago di Giunio Basso (a. 359) - Grotte Vaticane.
Ingresso di Cristo a Gerusalemme. Particolare del sarcofago di Giunio Basso (a. 350) - Grotte Vaticane.

von Esion-Gebier, ibid., 59 (1936), pp. 123-28; L. Koehler, Zum Ortsnamen Esion-Gebier, ibid., pp. 193-95; N. Glueck, The First Campaign at Tell el-Kheleifeh, in Bull. of Amer. School of Oriental Research, 71 (1938), pp. 3-18; id., The Topography and History of Esion-Gebier and Elath, ibid., 72 (1938), pp. 2-13; id., The Second Campaign at Tell el-Kheleifeh (Esion-Gebier: Elath), ibid., 75 (1939), pp. 8-22; id., The Third Season of Excavation at T. el-Kh., ibid., 79 (1940), pp. 2-18; id., Ostraca from Elath, ibid., 80 (1940), pp. 3-10; 82 (1941), pp. 3-11; id., Salomon's Seaport Esion-Gebier, in Asia, 38 (1938), pp. 591-95; G. Ryckmans, Un fragment de jarre avec caractères miniers à T. el-Kheleifeh, in Revue Biblique, 48 (1939), pp. 247-49; A. Bea, Archéol. Beiträge zur israel.-jüdischen Geschichte; II Esiongeber-Elath-Tell el-Kheleifeh, in Biblica, 21 (1940), pp. 437-45; J. Pinkerfeld, Excavation, Esion-Gebier, in Kedem, 1 (1942), pp. 57-60.

Antonino Romeo